Alberto Stasi ottiene l'affidamento ai servizi sociali, cosa cambia dopo la decisione del Tribunale
Alberto Stasi ottiene l’affidamento ai servizi sociali e non dovrà più rientrare in carcere ogni sera. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta della difesa, mentre la pena resta in vigore fino al 2028 secondo le prescrizioni stabilite.
Alberto Stasi potrà proseguire l’esecuzione della sua pena fuori dal carcere grazie all’affidamento in prova ai servizi sociali. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta avanzata dai legali del 42enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Il provvedimento è stato formalizzato con il deposito dell’ordinanza avvenuto nella mattinata.
La decisione rappresenta un nuovo passaggio nel percorso intrapreso da Stasi durante la detenzione. Dopo oltre dieci anni trascorsi nel carcere di Bollate, il condannato accede alla misura alternativa più avanzata prevista dall’ordinamento penitenziario prima della completa estinzione della pena. Non si tratta però della fine della condanna né di una revoca della sentenza definitiva.
Nel corso dell’udienza, la Procura generale aveva espresso parere favorevole alla concessione della misura. Tra gli elementi valutati figurano il comportamento mantenuto durante gli anni di detenzione, le relazioni positive redatte dagli operatori del carcere e il percorso di reinserimento già avviato all’esterno.
Dal 2023 Stasi aveva ottenuto l’autorizzazione al lavoro esterno, mentre successivamente era stato ammesso alla semilibertà, che gli consentiva di trascorrere la giornata fuori dall’istituto penitenziario per poi fare ritorno in cella nelle ore notturne. Da circa tre anni svolge attività lavorativa nel settore amministrativo e contabile a Milano.
Con l’affidamento in prova ai servizi sociali non sarà più obbligato a rientrare in carcere ogni sera. Continuerà comunque a scontare la pena rispettando le prescrizioni e i controlli stabiliti dal Tribunale di Sorveglianza. La data di fine pena, tenendo conto dei benefici già maturati, resta fissata al 22 ottobre 2028.
La nuova misura non modifica in alcun modo la posizione giudiziaria di Stasi, che continua a essere il condannato definitivo per l’omicidio di Chiara Poggi. Il percorso relativo all’esecuzione della pena resta infatti separato da quello che potrebbe riguardare una futura richiesta di revisione del processo.
La difesa è attesa nei prossimi mesi al deposito dell’istanza di revisione, alla luce degli sviluppi investigativi emersi sul caso di Garlasco. Si tratta però di una procedura autonoma rispetto alle misure alternative alla detenzione già riconosciute nel corso dell’esecuzione della condanna.
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