Alberto Stasi verso l'affidamento, il lavoro fuori dal carcere e la vita lontano da Garlasco
Alberto Stasi attende la decisione sull’affidamento ai servizi sociali dopo il parere favorevole della Procura generale e lavora da oltre due anni fuori dal carcere di Bollate.
Alberto Stasi aspetta la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. La Procura generale ha espresso parere favorevole, ma l’ultima parola spetta ai giudici, che dopo l’udienza di venerdì 12 giugno 2026 si sono riservati di decidere. L’ordinanza dovrebbe essere depositata entro cinque giorni.
Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi ed è detenuto dal 2015. Negli ultimi anni il suo percorso carcerario è cambiato: prima il lavoro esterno, poi la semilibertà, con una quotidianità scandita da orari, controlli e regole fissate dalla magistratura di sorveglianza.
Dal 2023 esce ogni giorno dal carcere di Bollate per raggiungere il posto di lavoro e rientra in istituto la sera. È impiegato in una società di gestioni finanziarie, dove si occupa di contabilità e attività amministrative. Il rapporto professionale è regolato anche da un accordo di riservatezza con il datore di lavoro.
Gli spostamenti avvengono secondo indicazioni precise. Stasi può utilizzare soltanto alcuni mezzi pubblici, tra autobus, tram e metropolitana, mentre non gli è consentito muoversi con auto privata o taxi. Anche i tragitti sono stabiliti in modo da permettere i controlli previsti dal regime di semilibertà.
Secondo quanto riportato in passato da Repubblica, il lavoro si conclude intorno alle 18.30 e lo stipendio mensile sarebbe di circa 1.200 euro. In una delle rare interviste concesse dopo l’arresto, realizzata dalle Iene nel 2022, Stasi aveva raccontato che il carcere aveva modificato le sue priorità personali e professionali.
La richiesta di affidamento in prova è stata discussa davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano. La Procura generale, guidata da Francesca Nanni, con il sostituto procuratore generale Valeria Marino, ha dato parere favorevole. Nella valutazione pesano il comportamento tenuto durante la detenzione, i risultati del periodo di semilibertà e le relazioni positive dell’équipe del carcere di Bollate.
Se i giudici dovessero accogliere l’istanza, Stasi potrebbe scontare all’esterno l’ultima parte della pena. L’eventuale affidamento non comporterebbe però un ritorno a Garlasco, il paese legato alla vicenda giudiziaria per cui è stato condannato.
Secondo quanto anticipato da La7, Stasi avrebbe previsto di trasferirsi in affitto in un comune vicino a Milano. Porterebbe con sé soltanto i vestiti, lasciando alcuni beni ai detenuti del carcere di Bollate, tra cui un frigorifero e un ventilatore.
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