Ryan Reynolds ricorda il drammatico incidente a 18 anni, quattro settimane in ospedale dopo l'investimento

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Ryan Reynolds racconta l’incidente a 18 anni con un guidatore ubriaco, ricovero di quattro settimane e gravi fratture. L’attore ricorda quel trauma mentre spiega perché oggi evita le acrobazie più rischiose.

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Ryan Reynolds ha rievocato uno degli episodi più difficili della sua vita, avvenuto quando aveva appena 18 anni. L’attore canadese, oggi noto soprattutto per il ruolo di Deadpool, ha raccontato di essere stato investito da un automobilista in stato di ebbrezza mentre stava tornando a casa a piedi.

Intervistato da GQ, Reynolds ha spiegato che quella sera era uscito da un locale e aveva bevuto una sola birra. Pur trovandosi a pochi isolati da casa, aveva scelto di non mettersi al volante. Una decisione che ancora oggi considera corretta. Durante il tragitto, però, venne travolto da un’auto guidata da una persona ubriaca.

L’impatto fu devastante. L’attore ha ricordato di essere rimasto ricoverato per quattro settimane e di aver riportato fratture diffuse lungo tutto il lato sinistro del corpo. La violenza dello scontro, ha raccontato, fu tale da causare perfino l’arresto del veicolo che lo aveva colpito.

Con il consueto tono ironico che lo contraddistingue, Reynolds ha scherzato sulle conseguenze di quell’episodio, definendosi ancora oggi “malconcio e traballante”. Nonostante le gravi ferite riportate, la sua carriera non ha subito rallentamenti e negli anni ha continuato a interpretare personaggi che richiedono una notevole preparazione fisica.

Non è la prima volta che l’attore torna su quel ricordo. Già nel 2011, durante un’intervista televisiva, aveva descritto alcuni momenti vissuti in ospedale dopo l’incidente. Tra le immagini rimaste impresse nella sua memoria c’è quella del padre seduto accanto al letto mentre lui, ancora in condizioni critiche, soffriva continui episodi di vomito.

Negli ultimi anni, però, Reynolds ha modificato il proprio approccio alle scene più pericolose. Nel 2022 spiegò di preferire l’intervento degli stuntman quando le sequenze diventano troppo rischiose. Pur continuando a svolgere personalmente molte scene d’azione, ha ammesso che con il passare del tempo il recupero fisico è diventato più complicato.

Parlando delle acrobazie cinematografiche, l’attore ha osservato che dopo i 35 anni le cadute e gli impatti sul set non avevano più nulla di divertente. Gli antidolorifici e i lunghi tempi di recupero lo hanno convinto a lasciare le manovre più estreme ai professionisti specializzati.

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