Kikò Nalli racconta il dramma dopo il Covid, due mesi in sedia a rotelle e la perdita dei capelli
Kikò Nalli racconta di essere rimasto per due mesi in sedia a rotelle dopo l’ultima vaccinazione contro il Covid. L’esperienza gli ha provocato forti paure, isolamento e una significativa perdita di capelli che lo ha portato a sottoporsi a due trapianti.
Kikò Nalli ha ripercorso in televisione uno dei momenti più difficili della sua vita, parlando delle conseguenze fisiche e psicologiche affrontate negli anni successivi alla pandemia. Ospite di “La volta buona”, l’hair stylist ha raccontato come alcuni problemi di salute abbiano inciso profondamente sulla sua quotidianità, fino a spingerlo a sottoporsi a due interventi di trapianto di capelli.
Durante l’intervista, Nalli ha spiegato di aver vissuto una situazione particolarmente complessa dopo l’ultima vaccinazione contro il Covid. «A mezzogiorno ho fatto la puntura, alle tre non stavo più in piedi», ha dichiarato, ricordando di essere rimasto sulla sedia a rotelle per circa due mesi. Nel corso della trasmissione, Caterina Balivo ha chiesto se il collegamento tra il vaccino e quanto accaduto fosse stato accertato scientificamente, ricordando che le vaccinazioni hanno contribuito a salvare molte vite durante l’emergenza sanitaria.
Nalli ha quindi precisato di soffrire da tempo di problemi alla schiena e di aver sempre convissuto con dolori legati anche alle lunghe ore trascorse in piedi per lavoro. Secondo quanto gli sarebbe stato riferito da un medico, la vaccinazione avrebbe potuto agire come un acceleratore di una condizione preesistente. L’hair stylist ha raccontato di aver riportato tre vertebre compromesse e due ernie.
Da quel momento sono iniziate anche le difficoltà sul piano personale. La paura di stare male lo ha portato a chiudersi in casa e a limitare al minimo le uscite. In quel periodo ha notato una perdita di capelli sempre più evidente, una situazione che lo ha convinto a cercare una soluzione definitiva.
La scelta è stata quella del trapianto di capelli. Già in contatto con diverse strutture specializzate, Nalli ha visitato alcune cliniche in Turchia per approfondire il settore e successivamente ha avviato una collaborazione con una clinica di Tirana. Nel suo caso gli interventi sono stati due: il primo nella parte anteriore della testa e il secondo nella zona posteriore.
Pur riconoscendo che il trattamento può essere doloroso, l’hair stylist ha spiegato di essere soddisfatto del risultato ottenuto. Ha inoltre sottolineato come il trapianto sia diventato una pratica sempre più diffusa, anche tra personaggi noti, e come il successo delle cliniche turche sia legato soprattutto ai costi più contenuti rispetto ad altri Paesi.
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