Nicole Minetti davanti al Tribunale di Milano, l'udienza che può chiudere il caso giudiziario

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Nicole Minetti attende la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano dopo la grazia concessa dal Presidente della Repubblica. L’udienza potrebbe chiudere definitivamente le vicende giudiziarie legate alle sue condanne.

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Potrebbe arrivare domani a Milano l’atto conclusivo di una lunga vicenda giudiziaria che coinvolge Nicole Minetti. Davanti al Tribunale di Sorveglianza è fissata l’udienza relativa all’affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa richiesta dopo le condanne ricevute nei procedimenti Ruby-bis e Rimborsopoli.

L’ex consigliera regionale della Lombardia era stata condannata a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione nell’ambito del processo Ruby-bis e a un ulteriore anno e un mese nel procedimento noto come Rimborsopoli, dove era accusata di peculato. Le due pene avrebbero dovuto essere eseguite attraverso l’affidamento ai servizi sociali.

All’inizio del 2025 Minetti aveva presentato una richiesta di grazia al Presidente della Repubblica, motivandola con la necessità di assistere il figlio adottivo residente in Uruguay, alle prese con gravi problemi di salute. Il provvedimento di clemenza è stato successivamente concesso per ragioni umanitarie il 18 febbraio scorso.

La decisione aveva alimentato discussioni pubbliche e verifiche successive, anche alla luce delle notizie diffuse dagli organi di informazione. Dopo gli approfondimenti svolti dalla Procura generale di Milano, il Quirinale ha confermato il proprio orientamento favorevole.

Il decreto di grazia firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato inserito nel fascicolo esaminato dal Tribunale di Sorveglianza. Proprio questo documento potrebbe consentire ai giudici di dichiarare la cessazione degli effetti esecutivi delle condanne, facendo venir meno la necessità di ulteriori adempimenti.

L’udienza si svolgerà a porte chiuse all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano e dovrebbe avere una durata limitata. In aula saranno presenti la sostituta procuratrice generale Valeria Marino e i difensori Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi.

Non sono previsti nuovi depositi o produzioni documentali. L’incontro davanti ai giudici servirà principalmente a prendere atto della situazione determinata dalla grazia presidenziale. La difesa auspica che il procedimento rappresenti il passaggio finale di una vicenda iniziata anni fa e ormai prossima alla sua definitiva archiviazione.

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