Napoli, sospesa la cornetteria Cip&Ciop dopo i controlli tra lavoro nero e irregolarità igieniche

Notizia in breve

La cornetteria Cip&Ciop di Napoli è stata sospesa dopo controlli di carabinieri e Asl che hanno rilevato lavoratori irregolari e gravi carenze igienico-sanitarie. Scattate sanzioni per decine di migliaia di euro e il sequestro di 450 chili di alimenti.

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Napoli, sospesa la cornetteria Cip&Ciop dopo i controlli tra lavoro nero e irregolarità igieniche
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La cornetteria Cip&Ciop, diventata celebre sui social e seguita da oltre un milione e mezzo di utenti, è stata sospesa dopo un'ispezione effettuata dai carabinieri insieme al personale dell'Asl di Napoli. Il locale si trova nel quartiere Marianella e negli ultimi mesi aveva conquistato una forte popolarità online, attirando ogni giorno centinaia di clienti.

Durante i controlli sono emerse diverse irregolarità. I militari hanno accertato la presenza di due lavoratori non regolarmente assunti, circostanza che ha portato all'applicazione di sanzioni per circa 36mila euro. A queste si sono aggiunti ulteriori provvedimenti amministrativi per un valore complessivo di circa 24mila euro.

Le verifiche hanno riguardato anche gli aspetti sanitari e le condizioni di conservazione degli alimenti. Gli ispettori hanno rilevato tre gravi non conformità e disposto il sequestro di circa 450 chilogrammi di prodotti alimentari. Per le violazioni contestate è stata inoltre applicata una sanzione amministrativa di 5mila euro.

Per il titolare è scattata una denuncia, mentre l'attività è stata sospesa con effetto immediato. Dopo il provvedimento, il locale ha diffuso una comunicazione attraverso i propri canali social spiegando che la chiusura sarebbe temporanea.

Nel messaggio pubblicato dalla società viene spiegato che le autorità hanno richiesto alcuni adeguamenti strutturali, tra cui l'installazione di una vetrata a tutta altezza per separare l'area di lavorazione da quella accessibile al pubblico, con l'obiettivo di garantire una maggiore protezione dei prodotti alimentari.

La proprietà ha inoltre fornito la propria versione sulla contestazione relativa al personale irregolare, sostenendo che, su dodici collaboratori presenti, una sola persona si trovasse in fase di prova, mentre gli altri sarebbero regolarmente assunti e in possesso della documentazione necessaria per operare nel settore alimentare.

Il locale ha dichiarato di voler collaborare con gli enti competenti per completare gli interventi richiesti e ottenere la riapertura nel rispetto delle norme previste dalla legge.

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