Caso Cipriani-Minetti, causa a New York contro Rai e Il Fatto Quotidiano per 250 milioni di dollari

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Cipriani Usa cita Rai e Il Fatto Quotidiano negli Usa, chiesti 250 milioni di dollari per presunti danni economici

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Caso Cipriani-Minetti, causa a New York contro Rai e Il Fatto Quotidiano per 250 milioni di dollari
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La società Cipriani Usa Inc. ha avviato un’azione legale negli Stati Uniti contro la Rai e la società editoriale de Il Fatto Quotidiano, chiedendo un risarcimento di 250 milioni di dollari, pari a circa 231 milioni di euro. La causa è stata depositata presso il tribunale distrettuale di New York e riguarda presunti danni economici e commerciali che il gruppo sostiene di aver subito a seguito di servizi televisivi e articoli pubblicati negli ultimi anni.

Secondo quanto riportato nell’atto giudiziario, composto da 43 pagine, la società ritiene che alcune ricostruzioni diffuse dai media abbiano avuto effetti immediati sulle proprie attività negli Stati Uniti, compromettendo rapporti con investitori, partner commerciali e istituti finanziari.

Tra i contenuti contestati figurano riferimenti a presunti legami con Jeffrey Epstein, rapporti con esponenti della politica italiana, vicende legate a feste private e questioni riguardanti adozioni. Cipriani Usa respinge integralmente tali ricostruzioni, definendole prive di fondamento e dannose sia per l’immagine dell’azienda sia per quella dei suoi rappresentanti, Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti.

Nel ricorso vengono inoltre descritti effetti economici concreti che la società attribuisce alle pubblicazioni. Tra questi compare il rinvio di un’operazione finanziaria da circa 50 milioni di dollari da parte di un investitore, oltre alle spese sostenute per verifiche e accertamenti indipendenti finalizzati a smentire le accuse riportate nei servizi giornalistici.

L’azione promossa negli Stati Uniti non si basa principalmente sulla diffamazione, ma su presunte interferenze nei rapporti commerciali, falsa rappresentazione dei fatti e conseguenti perdite economiche. La società sostiene che la diffusione di determinate informazioni avrebbe compromesso opportunità di business e relazioni strategiche.

Nel fascicolo vengono contestate anche alcune ricostruzioni riguardanti presunti contatti tra Giuseppe Cipriani e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Secondo la società, gli incontri e le visite attribuiti all’esponente del governo non sarebbero mai avvenuti. Analoghe smentite riguardano vicende relative a feste private e a una procedura di adozione, che il gruppo afferma si sarebbe svolta nel rispetto delle norme e delle procedure previste.

La denuncia sostiene inoltre che gli effetti delle pubblicazioni si sarebbero riflessi nel tempo su rapporti bancari, autorizzazioni e possibilità di sviluppo imprenditoriale. Per questo motivo Cipriani Usa quantifica il danno subito in una cifra non inferiore a 250 milioni di dollari.

La vicenda passa ora all’esame della magistratura statunitense. Rai e Il Fatto Quotidiano potranno presentare le proprie difese e la loro ricostruzione dei fatti nel corso del procedimento davanti al tribunale di New York.

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