OnlyFans e Naspi, creator denunciata nel Rodigino per oltre 270mila euro non dichiarati
Una content creator del Rodigino è stata denunciata dopo aver incassato oltre 270mila euro su OnlyFans senza dichiararli al fisco e aver percepito circa 16mila euro di Naspi. L’indagine ha ricostruito tre anni di evasione fiscale.
Per tre anni avrebbe incassato somme consistenti attraverso la piattaforma OnlyFans senza dichiararle al fisco, continuando nello stesso periodo a ricevere l’indennità di disoccupazione. Per questo una giovane residente nell’Alto Polesine è stata denunciata dai finanzieri della Tenenza di Lendinara al termine di un’attività investigativa che ha ricostruito i redditi percepiti tra il 2021 e il 2023.
Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, la donna avrebbe ottenuto oltre 270mila euro dalla vendita di contenuti per adulti pubblicati sulla piattaforma online. Gli introiti derivanti dagli abbonamenti sottoscritti dai follower non sarebbero mai stati indicati nelle dichiarazioni fiscali, configurando una situazione di evasione totale per il periodo preso in esame.
Gli accertamenti hanno portato alla contestazione di violazioni relative alle imposte dirette e all’Iva. A queste si aggiunge anche la cosiddetta tassa etica, un’addizionale prevista dalla normativa italiana che aumenta del 25% il carico fiscale per chi realizza o commercializza materiale pornografico.
Nel corso delle verifiche, la content creator ha provveduto a regolarizzare in ritardo una parte delle somme contestate, versando imposte relative a circa 120mila euro di guadagni.
L’indagine ha inoltre fatto emergere un altro elemento. Mentre svolgeva l’attività online e percepiva i relativi compensi, la giovane avrebbe continuato a ricevere la Naspi, l’indennità destinata ai lavoratori disoccupati. L’importo complessivo incassato sarebbe pari a circa 16mila euro.
Per questo motivo è scattata anche la denuncia per indebita percezione di erogazioni pubbliche a danno dello Stato. In caso di condanna, la normativa prevede la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre alla revoca del beneficio e all’obbligo di restituire le somme percepite.
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