Italia fuori dai Mondiali 2026, Zampolli ammette il fallimento del piano ripescaggio
L’Italia vede sfumare il ripescaggio ai Mondiali 2026 dopo la conferma della presenza dell’Iran. Paolo Zampolli ha spiegato di aver tentato fino all’ultimo di favorire gli azzurri, ma la Fifa ha confermato la nazionale iraniana nel torneo.
Le possibilità di vedere l’Italia ai Mondiali 2026 attraverso un clamoroso ripescaggio si riducono ormai quasi a zero. A confermarlo è stato Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, che negli ultimi mesi aveva provato a sostenere l’ipotesi di inserire gli azzurri nel torneo in caso di esclusione dell’Iran.
Intervenuto durante la trasmissione radiofonica “La Politica nel Pallone” su Rai Gr Parlamento, Zampolli ha raccontato di aver avanzato personalmente la proposta al presidente degli Stati Uniti e a Gianni Infantino. L’idea era quella di consentire all’Italia di prendere il posto dell’Iran qualora la nazionale asiatica non avesse partecipato alla competizione organizzata tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Secondo Zampolli, però, la situazione si è ormai definita in maniera definitiva. L’Iran sta già preparando il torneo in Messico e i calciatori avrebbero ottenuto autorizzazioni specifiche per raggiungere gli Stati Uniti solo nei giorni delle partite. “Ho fatto il possibile fino all’ultimo”, ha dichiarato, spiegando anche di aver attirato diverse critiche per il suo tentativo di favorire il ritorno dell’Italia in un Mondiale.
La posizione della Fifa era stata chiarita già nei giorni scorsi da Gianni Infantino durante il Congresso di Vancouver. Il presidente della federazione internazionale aveva escluso qualsiasi sospensione nei confronti dell’Iran, ribadendo che il calcio deve unire e non dividere. Infantino aveva inoltre precisato che nessuna federazione affiliata risultava sospesa.
Intorno alla partecipazione iraniana restano comunque tensioni diplomatiche legate ai rapporti tra Canada e Repubblica islamica. I dirigenti della federazione calcistica iraniana, compreso il presidente Mehdi Taj, non hanno preso parte al Congresso Fifa dopo essere stati fermati alla frontiera canadese. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, il problema sarebbe nato dalla revoca dei permessi di ingresso.
Le autorità canadesi avrebbero collegato il caso ai rapporti tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, inserito dal Canada nella lista delle organizzazioni terroristiche nel 2024. Il ministro degli Esteri canadese Anita Anand ha parlato genericamente di permessi revocati senza fornire ulteriori dettagli ufficiali.
Nonostante le difficoltà diplomatiche, l’Iran continua a considerare il Mondiale una vetrina strategica anche sul piano internazionale. Mehdi Taj ha definito la partecipazione della nazionale una “risorsa diplomatica” fondamentale per il Paese e ha confermato la volontà di prendere parte al torneo solo a determinate condizioni.
La federazione iraniana ha infatti chiesto precise garanzie riguardo alla sicurezza, ai visti e al rispetto della bandiera e dell’inno nazionale durante la manifestazione. Tra le richieste figurano anche misure di protezione rafforzate negli aeroporti, negli hotel e nelle aree vicine agli stadi.
L’Iran dovrebbe soggiornare a Tucson, in Arizona, durante la competizione. Inserita nel Gruppo G, la nazionale asiatica affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. L’esordio è previsto il 15 giugno a Los Angeles contro la selezione neozelandese.
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