Crotone, dottoressa della guardia medica sospesa per false presenze a Pagliarelle

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Una dottoressa della guardia medica di Pagliarelle è stata sospesa per un anno perché accusata di assenze durante i turni e false presenze, con circa 50 episodi contestati.

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Crotone, dottoressa della guardia medica sospesa per false presenze a Pagliarelle
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Una dottoressa in servizio alla guardia medica di Pagliarelle, frazione montana di Petilia Policastro, nel Crotonese, è stata sospesa per un anno dall’esercizio della professione nel Servizio sanitario nazionale. La misura cautelare interdittiva è stata eseguita dai carabinieri della Stazione locale, con il supporto dei militari di Sant’Onofrio.

Secondo l’accusa, la professionista avrebbe dovuto garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini durante i turni di continuità assistenziale, ma in più occasioni si sarebbe allontanata dal presidio pur risultando formalmente presente. Gli investigatori hanno ricostruito circa 50 episodi di irregolarità.

L’indagine, avviata nel giugno 2024 e chiusa nel gennaio 2025, è stata coordinata dalla Procura di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio. Dagli accertamenti sarebbe emerso un sistema usato per certificare presenze non reali e giustificare attività mai svolte.

Per nascondere le assenze, la dottoressa avrebbe falsificato i registri di presenza e compilato in modo fittizio il registro della continuità assistenziale. In alcuni casi sarebbero stati inseriti nomi di pazienti inesistenti o di persone ignare, con visite che non sarebbero mai state effettuate.

Durante alcuni turni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la professionista non si trovava nella sede della guardia medica, ma in altre località. Tra i luoghi indicati compaiono Crotone, Vibo Valentia e Roma, dove la donna sarebbe stata anche in vacanza.

Le contestazioni riguardano false attestazioni della presenza in servizio, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e interruzione di pubblico servizio. Le presunte condotte avrebbero indotto in errore l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, permettendo alla dottoressa di percepire compensi per ore di lavoro che non sarebbero state svolte.

Le assenze contestate avrebbero creato disagi per i cittadini della zona, costretti in diversi casi a rivolgersi ad altre strutture sanitarie. Il problema avrebbe riguardato anche situazioni di urgenza, quando la presenza del medico di guardia avrebbe dovuto garantire una prima risposta sul territorio.

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