Marilyn Monroe, a 100 anni resta il mito della diva tra Hollywood e una vita segnata dal dolore
Marilyn Monroe avrebbe compiuto 100 anni il 1° giugno 2026. Dall’infanzia tra orfanotrofi e famiglie affidatarie al successo a Hollywood, il mito della diva americana continua a resistere al tempo.
Il 1° giugno 2026 Marilyn Monroe avrebbe spento cento candeline. Un traguardo che sembra incompatibile con l’immagine rimasta impressa nella memoria collettiva. La sua figura continua a vivere sospesa nel tempo, cristallizzata tra il sorriso luminoso, gli abiti iconici e una fragilità personale che non è mai scomparsa dietro la fama.
Prima ancora di diventare la donna più fotografata di Hollywood, Marilyn era Norma Jeane Mortenson, una bambina cresciuta senza stabilità. La madre soffriva di gravi disturbi psichiatrici e la futura attrice trascorse gli anni dell’infanzia passando da una famiglia affidataria all’altra, fino all’ingresso in orfanotrofio. A soli sedici anni sposò James Dougherty, una scelta che le permise di allontanarsi da quella realtà difficile.
La svolta arrivò quasi per caso. Le fotografie scattate durante un lavoro in fabbrica la portarono rapidamente nel mondo della moda e poi del cinema. Hollywood intuì subito il potenziale di quella ragazza bionda dal volto magnetico. Nel 1953 arrivò l’esplosione definitiva con film come “Niagara”, “Gli uomini preferiscono le bionde” e “Come sposare un milionario”.
Il pubblico non vedeva soltanto un’attrice, ma un personaggio unico. La scena della gonna bianca sollevata dal vento della metropolitana in “Quando la moglie è in vacanza” entrò nella storia del cinema e trasformò Marilyn in un simbolo mondiale.
Dietro il successo, però, restava una vita privata tormentata. Il matrimonio con il campione di baseball Joe DiMaggio fu intenso e brevissimo, ma lui continuò a restarle vicino anche dopo la separazione. Più complicato il rapporto con lo scrittore Arthur Miller, segnato da incomprensioni e fragilità reciproche.
Negli stessi anni si moltiplicarono le voci sui rapporti con i fratelli Kennedy, mentre la pressione mediatica attorno alla sua figura diventava sempre più pesante. Sul set riusciva ancora a brillare in film destinati a diventare classici come “A qualcuno piace caldo” e “Il principe e la ballerina”, ma fuori dalle telecamere cresceva la dipendenza da farmaci e alcol.
La mattina del 4 agosto 1962 la governante Eunice Murray trovò Marilyn senza vita nella sua casa di Los Angeles. Il referto parlò di suicidio per overdose di barbiturici, ma attorno alla morte della diva nacquero dubbi e teorie che continuano ancora oggi.
Marilyn Monroe morì a 36 anni, ma il suo volto è rimasto uno dei più riconoscibili del Novecento. A distanza di decenni continua a occupare cinema, fotografie, libri e cultura popolare, trasformando una vita breve e tormentata in un mito senza età.
Marilyn Monroe at 100

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