Israele prende Beaufort in Libano, Netanyahu parla di svolta contro Hezbollah
Israele ha annunciato il controllo della fortezza di Beaufort nel sud del Libano, mentre Netanyahu ordina l’allargamento della manovra e l’Onu prepara una riunione d’emergenza.
Le forze israeliane hanno assunto il controllo della fortezza di Beaufort, nel sud del Libano, un sito medievale che domina l’area del fiume Litani e una parte delle alture al confine con Israele. Benjamin Netanyahu ha definito l’operazione una svolta nella campagna militare contro Hezbollah.
In un videomessaggio, il premier israeliano ha rivendicato la presa della cresta di Beaufort e ha spiegato che l’esercito ha superato il Litani e conquistato posizioni considerate strategiche. Secondo Netanyahu, Israele avrebbe “spezzato la barriera della paura” e starebbe agendo su più fronti, dal Libano alla Siria fino a Gaza.
Il capo del governo israeliano ha collegato l’operazione alla sicurezza delle comunità del nord di Israele, affermando che il ritorno alla normalità richiederà tempo ma che la missione proseguirà. Netanyahu ha anche dichiarato di aver ordinato alle Forze di difesa israeliane di ampliare la manovra in territorio libanese.
Nel suo intervento, Netanyahu ha fornito anche alcuni numeri sulle operazioni contro Hezbollah. Ha parlato di 8.000 miliziani uccisi dall’inizio dell’Operazione Spade di Ferro, di altri 3.000 dall’Operazione Ruggito del Leone e di 700 nell’ultimo mese. I dati sono stati attribuiti dal premier all’azione militare israeliana.
L’avanzata israeliana ha spinto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a convocare una riunione d’emergenza. Fonti diplomatiche citate dall’Afp riferiscono che l’incontro è stato chiesto dalla Francia e si terrà dopo un’altra riunione urgente dedicata al drone russo caduto contro un condominio in Romania.
Beaufort, nota anche come Qal’at ash-Shaqif, sorge vicino al villaggio di Arnoun, nella provincia di Nabatiye. La fortezza crociata risale al XII secolo e si trova su un’altura rocciosa a circa 700 metri, con una visuale ampia sul sud del Libano, sulla valle del Litani e sull’Alta Galilea.
La posizione del castello spiega il suo peso militare. Dall’altura è possibile osservare e controllare una vasta porzione di territorio, motivo per cui Beaufort conserva valore strategico anche in una guerra segnata da droni, missili e artiglieria moderna.
La fortezza ha già avuto un ruolo nei conflitti tra Israele e Libano. Prima del 1982 fu usata da forze palestinesi come postazione per colpire il nord di Israele. Durante la guerra del Libano, l’esercito israeliano la conquistò con un assalto notturno condotto anche dall’unità di ricognizione della brigata Golani.
Israele rimase a Beaufort per 18 anni, fino al ritiro unilaterale dal Libano meridionale nel maggio 2000. Prima di lasciare il sito, le strutture militari furono fatte esplodere. Da allora il castello è rimasto un luogo dal forte valore simbolico per israeliani, libanesi, palestinesi ed Hezbollah.
Per Israele, Beaufort richiama la difesa delle aree settentrionali e il ricordo delle perdite subite nel 1982. Per Hezbollah e per una parte della memoria libanese e palestinese, il sito rappresenta invece la resistenza sul territorio. Le nuove operazioni militari riaccendono anche le preoccupazioni per la tutela di un patrimonio storico esposto ai combattimenti.
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