Esplosione davanti casa del giornalista Adriano Cappellari, minacce anche contro Meloni e don Patriciello
Esplosione e minacce contro il giornalista Adriano Cappellari a Enego, nel Vicentino. Un uomo incappucciato avrebbe lasciato un ordigno incendiario davanti casa del cronista che segue le vicende di Caivano e don Patriciello.
Un incendio provocato da un ordigno artigianale ha colpito nella tarda serata di ieri l’abitazione del giornalista Adriano Cappellari a Enego, in provincia di Vicenza. Il rogo è scoppiato intorno alle 23.30 davanti all’ingresso della casa del cronista, collaboratore della testata locale “L’Altropiano”, da tempo impegnato a raccontare la situazione di Caivano e il lavoro di don Maurizio Patriciello nei territori segnati dalla criminalità.
Secondo le prime ricostruzioni, le telecamere di videosorveglianza avrebbero ripreso un uomo con il volto coperto mentre entrava nella proprietà della famiglia Cappellari per lasciare a terra un pacco, probabilmente contenente bottiglie incendiarie. Le fiamme sono state poi spente dai vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme ai carabinieri della compagnia di Bassano del Grappa, che hanno avviato gli accertamenti.
Nella cassetta della posta dell’abitazione è stata trovata anche una lettera con minacce di morte e riferimenti a Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello. “Sono sconvolto. Evidentemente qualcuno mi sorvegliava. Non riesco a capire il motivo di tanto accanimento”, ha dichiarato Cappellari al “Giornale di Vicenza”.
L’Ordine dei giornalisti del Veneto ha espresso solidarietà al cronista, parlando di una lunga serie di intimidazioni subite nel tempo. In una nota, l’ente ha ricordato come le minacce siano accompagnate da messaggi rivolti contro chi opera per contrastare illegalità e sopraffazione.
La vicenda ha provocato reazioni anche dal mondo politico. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha definito l’episodio “un grave e vile atto intimidatorio”, sottolineando che colpire un giornalista significa attaccare la libertà di informazione.
Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha condannato quanto accaduto, ribadendo la vicinanza del Governo al giornalista e alla sua famiglia. Nel messaggio del ministro compare anche un riferimento alle minacce rivolte a don Patriciello e al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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