Ebola, l'Italia alza l'allerta e Meloni chiede controlli più rigidi alle frontiere UE
L’Italia rafforza i controlli sanitari dopo il rientro a Roma di una dottoressa esposta a casi sospetti di Ebola in Congo. Il governo prepara un’ordinanza anti-contagio e chiede all’UE regole comuni sulle frontiere.
L’Italia ha attivato nuove misure di sorveglianza sanitaria dopo il rientro a Roma di una dottoressa di Medici Senza Frontiere che aveva operato nella Repubblica Democratica del Congo a contatto con pazienti poi classificati come casi sospetti di Ebola. La professionista è stata trasferita nella notte all’Istituto Spallanzani con procedure di biocontenimento ed è ora sotto osservazione sanitaria fino all’8 giugno.
Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, la medico non presenta sintomi e le sue condizioni non destano preoccupazione. Il trasferimento è stato gestito in sicurezza con il coinvolgimento di Usmaf e Croce Rossa Italiana.
Il caso ha comunque spinto il governo ad aumentare il livello di attenzione sul virus, in particolare dopo la diffusione del ceppo Ebola Bundibugyo tra Congo e Uganda. Il ministero della Salute ha chiarito che in Italia non risultano persone contagiate e che non esiste alcuna emergenza sanitaria sul territorio nazionale.
Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, ha spiegato durante una trasmissione Rai che il sistema sanitario italiano ha attivato una sorveglianza scientifica mirata per monitorare eventuali situazioni a rischio senza creare allarmismi.
Il ministero sta preparando una nuova ordinanza anti-contagio insieme a una circolare destinata a Regioni e operatori sanitari. I documenti conterranno indicazioni operative per la gestione di casi sospetti o probabili di Ebola, con protocolli aggiornati per isolamento, controlli e monitoraggio.
Sono già partite anche procedure di vigilanza dedicate ai viaggiatori provenienti dalle aree considerate a rischio. I controlli sanitari riguardano sia gli arrivi diretti sia quelli indiretti, con l’obiettivo di individuare rapidamente eventuali situazioni sospette.
Parallelamente Palazzo Chigi ha avviato un confronto con le istituzioni europee. In una lettera inviata ai vertici dell’Unione Europea, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto un coordinamento più rigido sulla gestione delle frontiere e dei controlli sanitari legati all’emergenza Ebola.
La richiesta è stata indirizzata al presidente di turno dell’UE Nikos Christodoulides, al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. L’Italia punta a definire regole comuni europee per i viaggiatori provenienti dalle zone interessate dal focolaio.
Meloni ha inoltre chiesto che il tema venga inserito nell’agenda del Consiglio europeo previsto per il 18 e 19 giugno 2026. Prima di quell’appuntamento è prevista una videoconferenza tra i ministri della Salute europei e un confronto tecnico durante il Consiglio EPSCO del 16 giugno.
Il governo italiano ha deciso anche di intervenire direttamente nella Repubblica Democratica del Congo. Nel fine settimana partirà infatti una missione composta da esperti dello Spallanzani, organizzata con il supporto della Farnesina, della Protezione Civile e dell’Aise.
La squadra avrà il compito di fornire assistenza tecnica, distribuire materiale sanitario e medicinali e rafforzare le attività di sorveglianza epidemiologica nelle aree interessate dal focolaio.
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