Meloni pressa l'Ue su energia e spese militari, il governo rinvia la scelta sul fondo Safe
Il governo Meloni chiede all’Ue più margini per sostenere famiglie e imprese colpite dal caro energia, mentre resta congelata la decisione sul fondo europeo per la difesa da 150 miliardi.
Il governo italiano punta a ottenere dall’Unione europea maggiore flessibilità per finanziare misure contro il caro energia, mentre resta in sospeso la decisione sull’adesione al fondo Safe da 150 miliardi destinato alla difesa comune europea. Giorgia Meloni prova a tenere insieme due fronti delicati: gli impegni internazionali legati alla sicurezza e la necessità di sostenere famiglie e imprese alle prese con gli effetti economici della crisi in Medio Oriente.
Nei prossimi giorni l’attenzione sarà concentrata anche sul vertice E5 previsto a Berlino il 2 giugno, con la partecipazione di Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Polonia insieme al negoziatore ucraino Rustem Umerov. È attesa inoltre la possibile presenza del segretario generale della Nato Mark Rutte. La data scelta per l’incontro, però, ha creato malumori a Roma perché coincide con la Festa della Repubblica italiana.
All’interno dell’esecutivo si valuta la possibilità che Meloni partecipi da remoto al summit tedesco, anche se non esiste ancora una decisione definitiva. Restano da definire anche gli impegni della presidente del Consiglio per il vertice tra Unione europea e Balcani occidentali in programma il 5 giugno in Montenegro.
Il confronto politico più delicato riguarda però il fondo Safe, lo strumento europeo finanziato attraverso debito comune per sostenere investimenti nella difesa e nel riarmo. Meloni ha chiesto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di estendere la flessibilità del Patto di stabilità anche alle spese energetiche. Palazzo Chigi ritiene difficile spiegare ai cittadini eventuali nuovi investimenti militari senza parallelamente prevedere risorse contro il caro bollette.
Il governo continua intanto a prendere tempo sull’adesione italiana al programma europeo. Secondo fonti dell’esecutivo, il termine del 30 maggio non rappresenterebbe una scadenza obbligatoria. La valutazione finale spetterà soprattutto al Ministero dell’Economia, chiamato a verificare l’impatto dell’operazione sui conti pubblici italiani.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto resta favorevole all’ingresso dell’Italia nel fondo Safe. Nelle ultime ore è intervenuto sui social per smentire indiscrezioni su presunte tensioni con Meloni durante le recenti riunioni di governo dedicate ai temi della sicurezza internazionale e della Nato.
Crosetto ha spiegato che il confronto con la premier e con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al sottosegretario Alfredo Mantovano, si è svolto in un clima definito “sereno e concreto”. Sul tavolo, oltre al vertice Nato e alla situazione in Ucraina, anche la crisi nello Stretto di Hormuz e il piano Safe.
Meloni continua comunque a ribadire la necessità di mantenere un equilibrio tra investimenti per la sicurezza e sostegno all’economia reale. Intervenendo in televisione, la presidente del Consiglio ha spiegato che non è possibile destinare risorse soltanto alla difesa senza dare risposte immediate ai cittadini e alle aziende colpite dall’aumento dei costi energetici.
Sul fronte europeo si muove anche il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, che ha inviato una lettera ai ministri responsabili della politica di coesione chiedendo di usare rapidamente tutti gli strumenti disponibili per contrastare la crisi energetica. Bruxelles indica come principali leve il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione giusta.
Fitto ha ricordato che l’Unione europea ha già riprogrammato 34,6 miliardi di euro verso settori considerati strategici come competitività, difesa, edilizia, acqua ed energia. La Commissione ora valuta un nuovo intervento mirato proprio sul comparto energetico, con l’obiettivo di accelerare l’utilizzo delle risorse disponibili.
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