Erin Brockovich contro i data center dell'IA, nasce la mappa online per segnalare gli impianti
Erin Brockovich lancia una piattaforma contro i data center dell’IA e chiede ai cittadini di segnalare gli impianti che consumano acqua ed energia, mentre negli Stati Uniti crescono le proteste contro le infrastrutture digitali.
Erin Brockovich torna a sfidare le grandi aziende americane, questa volta puntando il dito contro i data center che sostengono il cloud e i sistemi di intelligenza artificiale. L’attivista statunitense, diventata famosa negli anni Novanta per la battaglia legale sulla contaminazione dell’acqua in California, ha avviato una nuova iniziativa pubblica dedicata all’impatto ambientale delle infrastrutture tecnologiche.
A 65 anni, Brockovich ha lanciato una piattaforma online che raccoglie e monitora gli impianti già operativi, quelli in costruzione e i progetti ancora in fase di autorizzazione negli Stati Uniti. Il sito permette ai cittadini di segnalare problemi legati al consumo di acqua ed energia, temi che stanno alimentando proteste sempre più frequenti nelle comunità locali.
La nuova campagna sposta l’attenzione su un aspetto meno discusso della crescita dell’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto su privacy, copyright e occupazione, mentre Brockovich sostiene che il peso ambientale dei grandi centri dati rischi di avere effetti diretti sui territori che li ospitano.
La piattaforma include una mappa interattiva che punta a rendere pubbliche informazioni sugli impianti presenti sul territorio americano. Al momento i siti censiti sono ancora limitati rispetto alle centinaia di strutture in fase di sviluppo negli Stati Uniti, ma l’obiettivo dichiarato è ampliare rapidamente il monitoraggio grazie alle segnalazioni dei cittadini.
Per Brockovich si tratta di un ritorno alle battaglie che l’hanno resa celebre. Nei primi anni Novanta contribuì alla storica azione legale contro la contaminazione dell’acqua a Hinkley, in California, conclusa con un risarcimento da 333 milioni di dollari. La sua vicenda personale ispirò poi il film diretto da Steven Soderbergh che nel 2001 portò Julia Roberts a vincere l’Oscar.
Negli Stati Uniti cresce intanto la mobilitazione contro i grandi centri dati. Secondo i numeri diffusi da Data Center Watch, nel 2025 le proteste locali contro queste infrastrutture sono aumentate del 125%, arrivando a fermare investimenti per circa 98 miliardi di dollari.
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