Francesco De Gregori e il no a Sanremo, il giuramento dopo la morte di Luigi Tenco

De Gregori racconta il rifiuto di Sanremo nato dopo la morte di Luigi Tenco. Il cantautore romano torna a parlare del Festival e critica i grandi numeri dell’industria musicale durante gli incontri al teatro Out Off di Milano.

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Francesco De Gregori non ha mai partecipato al Festival di Sanremo e, a quanto racconta oggi, la scelta nasce da un episodio preciso della sua adolescenza. Il cantautore romano ha spiegato che aveva appena 16 anni quando Luigi Tenco si tolse la vita durante il Festival del 1967. In quel periodo sognava già di diventare musicista e quella tragedia lo colpì al punto da promettere a se stesso che non sarebbe mai salito sul palco dell’Ariston, né come concorrente né come ospite.

De Gregori ne ha parlato al teatro Out Off di Milano, lo stesso spazio che nell’ottobre 2024 ha ospitato la residenza artistica “Nevergreen (Perfette Sconosciute)”. Da quell’esperienza è nato anche un docufilm presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e in programma su Rai Tre il prossimo 4 giugno.

Durante l’incontro, il cantautore ha affrontato anche il tema dell’attuale industria musicale, criticando la corsa ai grandi numeri e alla ricerca continua dei record di pubblico. Ha raccontato di sentirsi a disagio davanti al “gigantismo” del settore e ha spiegato che il suo tour nasce quasi come una risposta opposta alla logica dei sold out e delle classifiche.

Secondo De Gregori, in Italia esistono molti artisti validi che non riescono a riempire i teatri e che avrebbero bisogno di maggiore spazio. Ha ricordato di aver iniziato la propria carriera in un locale molto piccolo e di non essere arrivato dove è oggi senza quei primi palchi. Per questo ritiene necessario sostenere la musica che nasce lontano dai grandi circuiti commerciali.

Il cantautore tornerà all’Out Off anche in autunno con una nuova residenza dedicata ai brani meno conosciuti del suo repertorio. Il progetto “Nevergreen”, ha spiegato ironicamente, nasce da un gioco di parole tra “never” ed “evergreen” e identifica quelle canzoni che non sono mai diventate successi popolari. Con sorpresa, però, si è accorto che il pubblico le conosceva tutte. Scherzando, ha definito i suoi spettatori “i talebani di De Gregori”.

Nei concerti legati a questo progetto non trovano spazio i brani più celebri come La donna cannone o “Rimmel”. Una scelta dichiarata fin dall’inizio agli spettatori, che sanno di assistere a uno spettacolo costruito attorno alle canzoni meno note del cantautore.

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