Garlasco, l'ex avvocato di Andrea Sempio a processo per diffamazione dopo le accuse sui prelievi Dna
Andrea Sempio e il caso Garlasco dopo le parole dell’ex legale Massimo Lovati. Il Tribunale di Milano ha fissato per settembre il processo per diffamazione nato dalle accuse rivolte ai difensori di Alberto Stasi.
Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, sarà processato a Milano il prossimo 14 settembre con l’accusa di diffamazione. Il procedimento riguarda alcune dichiarazioni rilasciate il 13 marzo 2025 davanti alle telecamere, nei giorni in cui era tornata sotto i riflettori la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco il 13 agosto 2007.
Secondo quanto contestato, Lovati aveva sostenuto che l’inchiesta aperta nel 2017 nei confronti di Sempio fosse nata da una “manipolazione”. Uscendo dalla caserma dei carabinieri di via Monti, l’avvocato aveva accusato gli allora legali di Alberto Stasi di aver ottenuto in modo clandestino il Dna del suo assistito.
La difesa di Lovati, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Gallo, aveva chiesto al Tribunale di sospendere il procedimento in attesa degli sviluppi della nuova indagine della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Il legale aveva inoltre sollecitato l’acquisizione degli atti dell’inchiesta ancora in corso.
Per la difesa esisterebbe un collegamento tra la vecchia archiviazione del 2017 e il nuovo fascicolo investigativo, nato dopo un esposto presentato dalla madre di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Al centro della vicenda ci sarebbe la traccia genetica attribuita a Sempio trovata sotto le unghie della vittima.
Il Tribunale di Milano ha però respinto entrambe le richieste nel corso dell’udienza preliminare. I giudici hanno escluso la presenza dei presupposti giuridici per sospendere il processo e hanno ritenuto non utile attendere gli esiti di un’indagine ancora nella fase istruttoria.
Anche la Procura si era opposta alla sospensione, sostenendo che non vi fossero motivi per rinviare il dibattimento o acquisire documenti dall’inchiesta pavese. Contraria pure la parte civile rappresentata dall’avvocata Pia D’Andrea, che ha ricordato come il nuovo procedimento sia autonomo e gestito dalla Procura di Pavia.
I legali Enrico e Fabio Giarda, costituiti parte civile, hanno chiesto un risarcimento complessivo di 58mila euro per presunti danni morali e d’immagine legati alle dichiarazioni contestate.
Notizie correlate
Delitto di Garlasco, la Procura valuta il processo per Andrea Sempio: il peso incerto del Dna A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’inchiesta di Garlasco entra in una fase decisiva.
Caso Garlasco, Andrea Sempio valuta l'addio all'avvocato Lovati dopo le dichiarazioni contestate