Parkinson e tremore essenziale, a Napoli i pazienti tornano autonomi grazie agli ultrasuoni
Il Policlinico Vanvitelli di Napoli ha trattato 10 pazienti con Parkinson e tremore essenziale usando ultrasuoni guidati da risonanza magnetica. La tecnica elimina i tremori senza bisturi e consente di recuperare autonomia nelle attività quotidiane.
Al Policlinico universitario Vanvitelli di Napoli sono stati trattati i primi dieci pazienti con una nuova tecnica che utilizza ultrasuoni guidati da risonanza magnetica per ridurre i tremori causati dal Parkinson e dal tremore essenziale. Il trattamento, eseguito senza interventi chirurgici invasivi, ha permesso ai pazienti di recuperare rapidamente molte attività quotidiane compromesse dalla malattia.
Tra i primi a sottoporsi alla procedura c’è Mauro Sellitto, ingegnere di 72 anni di Caserta. Dopo anni di difficoltà legate ai tremori, racconta di essere tornato a guidare, scrivere, usare le posate e radersi senza aiuto. Il paziente è uno degli otto campani trattati insieme ad altre due persone provenienti da fuori regione.
La tecnologia impiegata dall’ospedale napoletano sfrutta un casco dotato di oltre mille sorgenti ultrasoniche. Durante il trattamento il paziente resta sveglio all’interno dello scanner per la risonanza magnetica, mentre gli ultrasuoni vengono indirizzati con estrema precisione verso una piccola area del cervello responsabile del disturbo motorio.
Secondo Alessandro Tessitore, docente di Neurologia e presidente della Società italiana di Parkinson Limpe-DisMov, i risultati registrati finora mostrano una riduzione del tremore compresa tra l’80% e il 100% nella maggior parte dei casi. Solo un paziente ha avuto una risposta più contenuta, ma comunque significativa dal punto di vista clinico.
I dieci pazienti trattati comprendono quattro persone affette da Parkinson e sei con tremore essenziale, una patologia per la quale le terapie farmacologiche disponibili spesso non riescono a controllare i sintomi. L’effetto della procedura è immediato e consente un recupero rapido dell’autonomia funzionale.
Il trattamento dura in media tra le tre e le quattro ore. Durante ogni fase vengono effettuati controlli in tempo reale per verificare il miglioramento motorio. L’azione degli ultrasuoni è controlaterale, quindi il trattamento su un emisfero cerebrale elimina il tremore presente sul lato opposto del corpo.
Mario Cirillo, associato di Neuroradiologia del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche avanzate, spiega che i dati raccolti nel follow-up mostrano benefici duraturi anche a distanza di cinque anni. In alcuni casi i sintomi possono ripresentarsi parzialmente con la progressione naturale della malattia, ma la procedura può essere ripetuta dopo nuove valutazioni cliniche.
La tecnica viene utilizzata anche su pazienti con forme di Parkinson caratterizzate soprattutto da rigidità e lentezza nei movimenti, senza tremore predominante. I medici del Policlinico riferiscono che i risultati ottenuti stanno ampliando le possibilità terapeutiche per chi non risponde più adeguatamente ai farmaci.
Il Policlinico Vanvitelli è il primo ospedale del Sud Italia ad avere questa versione aggiornata della tecnologia. L’acquisto dell’apparecchiatura è stato finanziato con fondi regionali e consente oggi alla Campania di offrire il trattamento a tutti i pazienti ritenuti idonei dopo una selezione clinica accurata.
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