Trump e Iran verso l'accordo, prevista la riapertura dello Stretto di Hormuz
Trump annuncia un’intesa vicina tra Stati Uniti e Iran per fermare il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. La bozza includerebbe il cessate il fuoco, lo sblocco di fondi iraniani e nuove garanzie sul nucleare.
Gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero ormai vicini a un’intesa per fermare la guerra e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico energetico mondiale. A riferirlo è stato Donald Trump attraverso un messaggio pubblicato su Truth, dopo una serie di contatti diplomatici con Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrain.
Secondo il presidente americano, il testo dell’accordo sarebbe già stato definito nella maggior parte dei suoi punti e mancherebbero soltanto gli ultimi dettagli prima dell’annuncio ufficiale. Trump ha inoltre spiegato di aver avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, definito “molto positivo”, durante il quale sono stati affrontati gli aspetti conclusivi dell’intesa.
Tra i protagonisti dei negoziati figurano il vicepresidente statunitense JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff, Jared Kushner e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, tutti avrebbero dato il via libera alla bozza preparata dai mediatori.
Fonti diplomatiche citate da Reuters riferiscono che Iran e Pakistan hanno presentato a Washington una proposta aggiornata di cessate il fuoco con l’obiettivo di chiudere il conflitto e garantire la ripresa del traffico navale nello Stretto di Hormuz. Anche Axios parla di un’intesa ormai prossima, con divergenze limitate soprattutto alla formulazione di alcuni passaggi del documento.
La proposta iraniana includerebbe lo sblocco di risorse finanziarie congelate all’estero, la riapertura delle rotte marittime e la prosecuzione dei colloqui su altri temi sensibili. Washington continua però a considerare centrale il dossier nucleare. Trump ha ribadito che qualsiasi accordo dovrà impedire a Teheran di sviluppare armi atomiche e ha indicato come priorità la gestione dei circa 440 chili di uranio arricchito al 60% accumulati dall’Iran.
Da Teheran arrivano segnali prudenti. Le agenzie iraniane Fars e IRNA sostengono che il governo considera prioritaria la fine delle ostilità e il recupero degli asset finanziari bloccati all’estero, mentre il confronto sul nucleare potrebbe essere affrontato successivamente, entro uno o due mesi.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha avvertito che senza maggiore flessibilità americana i colloqui rischiano di fermarsi, pur lasciando aperta la possibilità di un’intesa più ampia. Intanto il Financial Times ipotizza un accordo temporaneo con proroga del cessate il fuoco fino a 60 giorni e un progressivo allentamento delle restrizioni economiche da parte degli Stati Uniti.
Anche Israele segue da vicino l’evoluzione delle trattative. Netanyahu mantiene contatti costanti con la Casa Bianca e Washington avrebbe assicurato che non sosterrà soluzioni considerate rischiose per la sicurezza israeliana.
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