Papa Leone XIV ad Acerra, il primo viaggio nella Terra dei Fuochi tra dolore e appelli

Papa Leone XIV visita Acerra e la Terra dei Fuochi per incontrare le famiglie colpite dall’inquinamento. In cattedrale raccoglie le testimonianze di chi ha perso figli e parenti a causa dei veleni e dei roghi tossici.

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Per la prima volta un Pontefice ha visitato la Terra dei Fuochi. Papa Leone XIV è arrivato ad Acerra, accolto da circa 12mila fedeli nella cattedrale cittadina, per incontrare le famiglie segnate dalle conseguenze dell’inquinamento ambientale e dei roghi tossici che da anni colpiscono vaste aree della Campania.

Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care”, ha detto il Papa durante il suo intervento, parlando delle vittime morte a causa dell’inquinamento provocato da interessi criminali e smaltimenti illegali di rifiuti. Leone XIV ha spiegato di essere arrivato ad Acerra anche per sostenere chi, nonostante il degrado ambientale, continua a impegnarsi sul territorio attraverso associazioni, comunità ecclesiali e iniziative civiche.

Nel suo discorso il Pontefice ha ricordato che già Papa Francesco avrebbe voluto visitare la Terra dei Fuochi, viaggio poi saltato durante la pandemia. Leone XIV ha richiamato più volte l’enciclica Laudato si’, definendola un punto di riferimento per affrontare le emergenze ambientali e sociali.

Davanti ai fedeli il Papa ha citato il profeta Ezechiele e l’immagine delle “ossa aride”, accostandola alla situazione vissuta nelle aree contaminate tra Napoli e Caserta. “La morte sembra essere dappertutto”, ha detto, parlando di criminalità, corruzione e indifferenza. Poi l’invito alla popolazione a non fermarsi: “Il deserto può rifiorire”.

Leone XIV ha denunciato apertamente gli interessi che hanno devastato il territorio campano. Ha parlato di una terra avvelenata da traffici illegali e dalla mancanza di responsabilità pubbliche e private. “Va scardinata una cultura del privilegio e della prepotenza”, ha affermato, chiedendo maggiore onestà nelle istituzioni e nella gestione delle risorse.

Il Pontefice ha rivolto parole dirette anche alle famiglie colpite dai lutti causati dall’inquinamento. “Trasmettete ai figli il senso di responsabilità che troppo spesso è mancato”, ha detto, invitando a trasformare il dolore in impegno civile e sociale.

Uno dei momenti più intensi della visita è stato l’incontro con i parenti delle vittime. Tra loro c’era anche Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’associazione “Noi genitori di tutti”, che ha consegnato al Papa una lettera e un documento con dieci richieste di intervento ambientale per Acerra.

La donna ha raccontato di aver perso il figlio a causa delle malattie legate all’inquinamento e ha chiesto al Pontefice di non lasciare sola la popolazione locale. “Tanti bambini continuano ad ammalarsi”, ha spiegato, denunciando nuovi episodi di sversamenti illegali avvenuti anche negli ultimi giorni.

Nel documento consegnato a Leone XIV, i cittadini chiedono interventi immediati per bonificare il territorio, controllare le emissioni e fermare i traffici di rifiuti industriali. Le famiglie parlano di falde contaminate, livelli di polveri sottili oltre i limiti consentiti e continue emergenze sanitarie.

Non vogliamo più essere la Terra dei Fuochi”, scrivono nella lettera aperta consegnata al Papa. I firmatari chiedono un piano strutturale che permetta al territorio di tornare vivibile e che garantisca un futuro diverso alle nuove generazioni.

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