Ebola in Congo, Mondiali 2026 a rischio e spunta l'ipotesi ripescaggio per l'Italia
L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo mette a rischio la partecipazione della nazionale ai Mondiali 2026. Gli Stati Uniti hanno introdotto restrizioni d’ingresso, mentre il Messico valuta misure sanitarie straordinarie.
La Repubblica Democratica del Congo rischia di vedere compromessa la propria partecipazione ai Mondiali 2026 a causa dell’emergenza Ebola che sta colpendo diverse aree del Paese africano. La situazione sanitaria ha già costretto la federazione calcistica congolese a modificare il programma di preparazione della nazionale, trasferendo il ritiro previsto a Kinshasa in Belgio.
La selezione africana, inserita nel Gruppo K insieme a Portogallo, Colombia e Uzbekistan, preparerà così le prossime sfide lontano dal territorio nazionale. I 26 convocati giocano tutti all’estero e, secondo quanto riferito, nessuno di loro sarebbe rientrato recentemente in Congo. Tra i nomi presenti figurano Axel Tuanzebe, Noah Sadiki, Aaron Wan-Bissaka e Yoane Wissa.
La diffusione del virus ha già prodotto effetti concreti anche sui Paesi organizzatori della competizione. Gli Stati Uniti hanno adottato restrizioni temporanee per chi arriva dalle zone considerate a rischio epidemiologico. In Messico, invece, il ministero della Salute ha emesso un’allerta sanitaria in vista della partita prevista a Zapopan, vicino Guadalajara, tra Congo e Colombia.
Le autorità messicane starebbero valutando una quarantena di 21 giorni per i calciatori congolesi, oltre al divieto di ingresso per i tifosi provenienti dal Paese africano. Se il quadro sanitario dovesse peggiorare nelle prossime settimane, la partecipazione del Congo al torneo potrebbe diventare impossibile, aprendo scenari inattesi anche sul fronte dei possibili ripescaggi.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione per l’avanzata dell’epidemia. Florent Uzzeni, coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere nell’Ituri, ha spiegato che sono stati registrati oltre 500 casi sospetti di Ebola, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto.
Secondo Uzzeni, le strutture sanitarie dedicate all’isolamento risultano ormai sature e molti pazienti non riescono ad accedere alle cure. La priorità resta quella di proteggere personale medico e popolazione civile, mentre le autorità sanitarie cercano di contenere la diffusione del virus.
Un nuovo caso confermato è stato segnalato anche nel Sud-Kivu, regione orientale sotto il controllo del gruppo armato M23. Il portavoce Lawrence Kanyuka ha riferito che il contagio riguarda un uomo di 28 anni proveniente da Kisangani, morto prima della conferma ufficiale della diagnosi.
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