Modena, confermato il carcere per El Koudri dopo la strage sfiorata in centro

Salim El Koudri resta in carcere dopo l’investimento di sette persone nel centro di Modena. La giudice ha confermato il fermo per rischio di fuga e nuovi reati, disponendo anche controlli psichiatrici in carcere.

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Salim El Koudri rimane detenuto dopo quanto accaduto sabato 16 maggio nel centro storico di Modena, dove sette persone sono state travolte da un’auto lanciata ad alta velocità tra pedoni e ciclisti. La giudice per le indagini preliminari Donatella Pianezzi ha convalidato il fermo con le accuse di strage e lesioni aggravate, ritenendo concreto sia il rischio di fuga sia quello di nuovi episodi violenti.

Nel provvedimento viene ricostruita la fuga del 31enne subito dopo l’impatto. Secondo quanto emerso dalle immagini delle telecamere e dalle testimonianze raccolte, l’uomo avrebbe tentato di allontanarsi dopo aver perso il controllo della vettura finita contro la vetrina di un negozio. Una volta uscito dall’auto, avrebbe cercato di scappare armato di coltello, colpendo anche Luca Signorelli, uno dei passanti intervenuti per fermarlo.

Per la gip, il comportamento dell’indagato dimostra la volontà di evitare l’identificazione e sottrarsi alle proprie responsabilità. La giudice ritiene inoltre possibile un tentativo di espatrio, considerando che El Koudri non avrebbe un lavoro stabile né legami familiari autonomi in Italia, fatta eccezione per genitori e sorella. Nel provvedimento si ipotizza che, se libero, potrebbe raggiungere il Marocco, dove avrebbe altri familiari pronti a sostenerlo.

La magistrata descrive il fatto come un episodio di particolare gravità e allarme sociale. L’auto, guidata a forte velocità lungo una delle strade più frequentate della città in un pomeriggio di sabato, viene indicata come un mezzo “assolutamente potente ed estremamente efficace” nel mettere in pericolo un numero indefinito di persone.

Secondo gli atti, il tragitto seguito dalla vettura dimostrerebbe una condotta indiscriminata. L’auto avrebbe invaso anche i marciapiedi, raggiungendo persone che stavano passeggiando o frequentando i locali del centro storico. Tra i sette feriti, quattro risultano ancora in condizioni gravi. Una donna ha subito l’amputazione delle gambe.

La giudice evidenzia anche la violenza mostrata dopo l’incidente, considerandola un elemento che rafforza il pericolo di reiterazione del reato. Nel provvedimento si parla di “assenza di autocontrollo” e di una condotta replicabile in qualsiasi altro contesto urbano senza necessità di preparazione particolare.

Negli atti viene affrontato anche il tema delle condizioni psichiche dell’indagato. Dalla documentazione sanitaria emerge una diagnosi di disturbo schizoide di personalità e precedenti cure presso il Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia. La giudice, però, precisa che al momento non esistono elementi sufficienti per collegare direttamente la patologia ai fatti contestati né per stabilire un’incapacità di intendere e di volere al momento dell’accaduto.

Per questo motivo è stato disposto un periodo di osservazione psichiatrica in carcere, con monitoraggio da parte dell’amministrazione penitenziaria ed eventuale trasferimento in reparti specializzati se ritenuto necessario.

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