Chiara Pavan contro le gabbie negli allevamenti, la chef sostiene la legge di Essere Animali

Chiara Pavan sostiene la proposta di Essere Animali contro le gabbie negli allevamenti e invita a firmare la legge popolare. La chef racconta le condizioni delle scrofe negli allevamenti intensivi, dove milioni di animali vivono in spazi ristretti.

Chiara Pavan
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La chef stellata Chiara Pavan ha aderito alla campagna lanciata da Essere Animali per chiedere il divieto delle gabbie negli allevamenti italiani. Con un video diffuso dall’associazione, la cuoca e autrice del libro “Cucina ambientale” invita i cittadini a firmare la proposta di legge popolare già sostenuta da migliaia di persone.

Nel suo intervento, Pavan descrive la situazione delle scrofe allevate negli impianti intensivi italiani. Secondo i dati diffusi dalla campagna, nel Paese ci sono circa 600 mila animali costretti a trascorrere gran parte della loro vita in strutture metalliche troppo strette persino per girarsi su sé stessi. Le scrofe vengono sottoposte a fecondazione artificiale continua e passano da una gravidanza all’altra senza interruzioni.

Le gabbie vengono utilizzate durante parte della gestazione, al momento del parto e per tutto il periodo dell’allattamento. In questi spazi ridotti, spiegano gli attivisti, i cuccioli rischiano spesso di essere schiacciati perché gli animali non hanno libertà di movimento. Dopo alcuni cicli riproduttivi, quando la produttività cala, le scrofe vengono mandate al macello.

Il tema non riguarda soltanto i suini. Secondo le stime riportate da Essere Animali, in Italia vivono ancora in gabbia circa 40 milioni di animali allevati, tra cui oltre 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, 1,5 milioni di vitelli e circa 8 milioni di quaglie.

L’associazione richiama anche le valutazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che considera le gabbie uno dei principali fattori di sofferenza negli allevamenti intensivi. Gli animali, confinati in spazi molto limitati, non riescono a compiere attività naturali come scavare, nidificare o muoversi liberamente. Questa condizione può provocare stress continuo, problemi fisici e lesioni.

Tra gli elementi citati nella campagna compare anche uno studio recente sugli effetti del dolore negli animali allevati in gabbia. La ricerca sostiene che gli ambienti estremamente restrittivi possano alterare i meccanismi fisiologici che regolano la percezione del dolore, contribuendo a prolungarne gli effetti.

Diversi Paesi europei hanno già introdotto limiti o divieti. La Svezia ha abolito le gabbie per le scrofe negli anni Novanta, mentre Danimarca, Austria, Germania e Finlandia hanno fissato date precise per eliminarle nei prossimi anni. Nei Paesi Bassi è in corso un graduale superamento di questo sistema di allevamento.

In Italia, invece, non esiste ancora una normativa simile. Secondo l’ultimo Eurobarometro, più del 90% degli italiani si è detto favorevole all’eliminazione delle gabbie negli allevamenti.

Essere Animali riferisce di aver già raccolto oltre 26 mila firme per la proposta di legge, superando metà dell’obiettivo necessario per portare il tema all’attenzione del Parlamento. L’associazione punta a raggiungere almeno 50 mila adesioni entro settembre per avviare ufficialmente il percorso legislativo.

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