Garlasco, i legali di Stasi puntano su nuove ombre nell'inchiesta e sul ruolo di Pappalardo
Nuovi sviluppi sul caso Garlasco coinvolgono Alberto Stasi e Andrea Sempio. I legali dell’ex bocconiano parlano di un’indagine molto più ampia, citando intercettazioni, presunti passaggi di denaro e il nome dell’ex comandante Maurizio Pappalardo.
La difesa di Alberto Stasi torna ad attaccare sul fronte della nuova indagine legata all’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Secondo gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, il fascicolo aperto dalla procura non riguarderebbe soltanto Andrea Sempio, oggi indagato per omicidio volontario, ma delineerebbe uno scenario molto più esteso.
Giada Bocellari ha definito l’inchiesta «stratosferica», spiegando che dagli atti emergerebbero elementi che vanno oltre i nomi già noti nel procedimento. L’avvocata sostiene che i pubblici ministeri abbiano raccolto diversi riscontri e richiama anche la figura di Maurizio Pappalardo, ex comandante del nucleo informativo dei carabinieri di Pavia.
Secondo quanto riferito dalla legale, negli atti si parla dell’apertura di un fascicolo permanente presso il nucleo informativo dopo l’archiviazione dell’indagine del 2017 su Andrea Sempio. Bocellari sostiene che su alcuni passaggi non sarebbero ancora arrivate spiegazioni complete e che la procura di Brescia starebbe continuando gli approfondimenti.
Pappalardo è stato condannato in primo grado a cinque anni e otto mesi in un altro procedimento per corruzione e stalking. Gli investigatori ipotizzano che abbia fotografato documenti d’indagine facendoli arrivare alla difesa di Sempio prima della sua iscrizione nel registro degli indagati.
La difesa di Stasi conferma inoltre l’intenzione di presentare una richiesta di revisione del processo nel più breve tempo possibile. Bocellari spiega che servirà tempo per studiare gli atti e predisporre tutta la documentazione necessaria, ma ribadisce che il lavoro è già in corso.
Un altro filone dell’inchiesta riguarda presunte irregolarità nella gestione del procedimento del 2016-2017 su Andrea Sempio. In questo fascicolo risultano indagati il padre del 38enne e l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, nell’ambito di un’indagine per presunta corruzione in atti giudiziari.
Secondo la legale di Stasi, dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni raccolte emergerebbero possibili movimenti di denaro. Bocellari cita anche quanto dichiarato dagli ex avvocati di Sempio, Federico Soldani, Massimo Lovati e Simone Grassi, che avrebbero parlato di compensi da 15 mila euro ciascuno.
Tra gli elementi ritenuti più rilevanti dalla difesa c’è un’intercettazione ambientale tra Andrea Sempio e il padre. Bocellari racconta che nella conversazione verrebbe descritto un contatto tra Sempio, l’ex responsabile della polizia giudiziaria Silvio Sapone e l’avvocato Soldani.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quei contatti sarebbero collegati a una presunta gestione di somme di denaro legate all’archiviazione dell’indagine del 2017. La cifra ipotizzata oscillerebbe tra i 20 e i 30 mila euro.
La legale sostiene che l’intercettazione riporti in maniera esplicita il contenuto dei rapporti tra i soggetti coinvolti e afferma che anche la procura avrebbe interpretato il dialogo nello stesso modo. Secondo quanto riferito da Bocellari, nella conversazione Andrea Sempio avrebbe detto che per uscire dalla vicenda sarebbe bastato «cacciare i soldi».
Notizie correlate
Garlasco, nuovo scontro tra i legali di Stasi e la famiglia Poggi sul movente Il delitto di Garlasco torna a dividere.
Garlasco, doppia udienza per Sempio e Stasi: nuove analisi sul Dna e richiesta di semilibertà