Garlasco, Muschitta ritratta tutto e crollano le piste su satanismo e Santuario della Bozzola
Chiara Poggi, il testimone Muschitta ammette il falso e le piste alternative sul caso Garlasco si svuotano. Le nuove verifiche dei carabinieri non hanno trovato elementi concreti su satanismo, suicidi sospetti e Santuario della Bozzola.
Le indagini riaperte sull’omicidio di Chiara Poggi hanno riportato sotto esame vecchie testimonianze e ipotesi che per anni hanno alimentato dubbi attorno al delitto di Garlasco. Tra queste c’era il racconto di Marco De Montis Muschitta, indicato a lungo come supertestimone del caso.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nell’aprile 2025, il 49enne ha ammesso di aver inventato la versione fornita nel 2007. All’epoca aveva dichiarato di aver visto una delle gemelle Cappa allontanarsi in bicicletta poco dopo l’omicidio con un oggetto ingombrante tra le mani. Una scena che, secondo quanto riferito oggi agli investigatori, non sarebbe mai esistita.
Muschitta avrebbe spiegato di aver costruito quel racconto per attirare attenzione durante le discussioni sul caso. La testimonianza era stata già considerata fragile negli anni precedenti, ma aveva continuato a circolare alimentando ricostruzioni parallele e sospetti mai confermati.
Durante il nuovo interrogatorio, l’uomo è tornato anche sulle presunte pressioni ricevute dopo la sua prima deposizione, sostenendo di essere stato invitato a ritrattare. Gli investigatori, però, non avrebbero trovato elementi utili a dare consistenza a quella versione.
Un’altra pista verificata negli ultimi mesi riguardava le dichiarazioni di Gianni Bruscagin sulla presunta presenza di una delle cugine Cappa nei pressi di un canale a Tromello con un grosso borsone. Le ricerche effettuate nel maggio 2025 da carabinieri e vigili del fuoco hanno portato al recupero di alcuni attrezzi compatibili solo in parte con l’arma del delitto.
L’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha valutato alcuni degli oggetti trovati senza però arrivare a conclusioni definitive. Gli accertamenti successivi non hanno prodotto prove utili per collegare quei reperti all’omicidio.
Gli investigatori hanno approfondito anche alcuni suicidi avvenuti negli anni in Lomellina, compreso quello di Michele Bertani, amico di Andrea Sempio. Sono stati acquisiti telefoni, documenti personali e testimonianze dei familiari, ma gli accertamenti non avrebbero evidenziato legami con il caso Poggi.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, si tratterebbe di vicende personali segnate da problemi di dipendenza e situazioni di forte disagio, senza connessioni investigative con il delitto di Garlasco.
Stessa sorte per le voci legate al Santuario della Bozzola. Alcuni memoriali avevano ipotizzato collegamenti con ambienti oscuri e presunti festini, chiamando in causa anche Flavius Savu, già condannato definitivamente per estorsione ai danni dell’ex rettore del santuario.
I fascicoli acquisiti dalla Procura di Pavia e le verifiche svolte dai carabinieri non avrebbero però fornito elementi concreti a sostegno di queste ipotesi. Nel corso degli anni agli inquirenti sono arrivati dossier, segnalazioni e testimonianze rilanciati anche online, ma nessuno avrebbe portato a sviluppi investigativi reali.
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