Scuola, firmato il nuovo contratto dei presidi con aumenti fino a 500 euro e arretrati da 6mila euro
I dirigenti scolastici ottengono aumenti fino a 500 euro al mese con il rinnovo del contratto 2022-2024. Previsti anche arretrati medi fino a 6mila euro e nuove regole sulla mobilità tra regioni.
È stato sottoscritto all’Aran il rinnovo del contratto 2022-2024 dell’area dirigenziale Istruzione e ricerca. L’intesa riguarda circa 7.550 dirigenti scolastici, compresi i presidi, oltre a 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca.
Per i dirigenti delle scuole il nuovo accordo prevede un incremento medio dello stipendio pari a 500 euro lordi mensili per tredici mensilità, con un aumento complessivo dell’8,48%. Le risorse aggiuntive stanziate con la legge di bilancio 2022 hanno contribuito a finanziare gli adeguamenti economici.
Anche i dirigenti delle università e degli enti di ricerca riceveranno aumenti, con una crescita media di 503 euro al mese per tredici mensilità, corrispondente a circa il 6%.
Il contratto introduce inoltre il pagamento degli arretrati maturati dal primo gennaio 2024. Per i dirigenti scolastici la cifra media si aggira sui 5.800 euro, mentre per i dirigenti universitari e della ricerca si arriva a circa 6mila euro.
Tra le novità inserite nell’accordo compare anche la modifica delle regole sulla mobilità interregionale. La quota dei posti disponibili per i trasferimenti sale dal 60% all’80% del totale.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha definito il rinnovo un passaggio per rafforzare il ruolo della dirigenza scolastica e ha annunciato l’intenzione di aprire rapidamente le trattative per il contratto 2025-2027.
Tutte le principali sigle sindacali hanno firmato l’intesa, anche se con posizioni differenti. Il presidente nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, ha parlato di aumenti non adeguati rispetto alle responsabilità richieste ai presidi e ha criticato i tempi con cui si è arrivati alla firma definitiva.
Positivo invece il giudizio della Cisl. La segretaria generale Daniela Fumarola ha spiegato che il rinnovo rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dai dirigenti nel sistema scolastico e scientifico italiano. Anche Ivana Barbacci della Fsur Cisl ha ribadito la necessità di mantenere allineate le scadenze contrattuali per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori.
Per la Uil Scuola, il rinnovo non chiude tutte le questioni aperte. Il segretario Giuseppe D’Aprile ha sottolineato che i dirigenti scolastici non possono essere considerati soltanto amministratori burocratici, ma figure di riferimento nella gestione e nell’organizzazione delle comunità scolastiche.
Notizie correlate
Scuola, aumenti in busta paga con il nuovo contratto 2025-2027 Paolo Zangrillo annuncia il rinnovo del contratto scuola 2025-2027 con aumenti medi mensili e arretrati per il personale.
Stipendi 2026 con flat tax su aumenti e festivi fino a 850 euro netti in più La legge di Bilancio introduce nel 2026 una flat tax sugli aumenti di stipendio e sulle maggiorazioni per turni festivi o notturni.