Garlasco, la Procura di Milano valuta il caso Stasi dopo le nuove indagini su Andrea Sempio
Alberto Stasi e il caso Garlasco dopo le nuove indagini su Andrea Sempio. La Procura generale di Milano sta esaminando una memoria di cento pagine inviata da Pavia, mentre resta aperta l’ipotesi di una revisione della condanna.
La Procura generale di Milano ha iniziato ad analizzare gli atti trasmessi dai magistrati di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Al centro dell’attenzione c’è la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto avvenuto a Garlasco nel 2007.
La procuratrice generale Francesca Nanni ha spiegato che gli uffici stanno esaminando una memoria di circa cento pagine arrivata dalla Procura pavese. Secondo Nanni, si tratta di una vicenda “delicata e complicata”, che richiede tempo e un’analisi approfondita di tutti gli elementi raccolti nella nuova indagine che vede coinvolto Andrea Sempio.
Al momento la difesa di Stasi non ha ancora presentato una richiesta ufficiale di revisione della sentenza. L’eventuale istanza potrebbe comunque procedere anche mentre prosegue il procedimento legato a Sempio.
Di parere opposto l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, convinto che i nuovi accertamenti non mettano in crisi le motivazioni che hanno portato alla condanna definitiva di Stasi. Secondo il legale, le consulenze depositate non introdurrebbero elementi capaci di smontare il quadro accusatorio già confermato nei precedenti gradi di giudizio.
Tizzoni sostiene che le relazioni tecniche della consulente Cristina Cattaneo, degli esperti informatici e dei carabinieri del Ris non avrebbero modificato i punti centrali della sentenza. Per l’avvocato, l’unico aspetto ancora da approfondire riguarda la cosiddetta “impronta 33”, la traccia che gli investigatori attribuiscono a Sempio e che la difesa dell’indagato contesta.
Il legale della famiglia Poggi ha criticato anche il modo in cui sarebbero stati trattati alcuni elementi storici dell’inchiesta. Tra questi la ricostruzione della camminata dell’assassino e la presenza della bicicletta nera, indicata già nei primi processi come un dettaglio rilevante. Secondo Tizzoni, questi aspetti non possono essere esclusi senza una nuova spiegazione supportata da prove concrete.
Restano inoltre al centro del confronto le tracce relative alla scarpa numero 42 trovata sulla scena del crimine. Per la parte civile, nessuna delle nuove consulenze avrebbe escluso la compatibilità con Stasi. Anche l’analisi della porta d’ingresso della villetta continua a dividere le interpretazioni degli esperti.
Nel fascicolo compaiono infine nuovi approfondimenti informatici sul computer di Chiara Poggi. Secondo la consulenza acquisita dalla Procura di Pavia, alcune cartelle del pc potrebbero essere state aperte in orari diversi da quelli ricostruiti nei precedenti processi. Un dettaglio che riporta l’attenzione anche sul possibile movente legato al rapporto tra la vittima e Stasi.
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