Jane Fonda e Robert Redford, il retroscena sull'amore mai nato tra i due attori di Hollywood

Jane Fonda ha raccontato di essere stata innamorata di Robert Redford senza essere mai ricambiata. Al TCM Classic Film Festival l’attrice ha ripercorso aneddoti privati e momenti vissuti insieme sul set di quattro film celebri.

Jane Fonda
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Jane Fonda ha riportato al centro della scena il rapporto speciale avuto con Robert Redford durante la serata inaugurale del TCM Classic Film Festival. L’attrice, ospite dell’evento dedicato ai grandi classici del cinema americano, ha raccontato senza filtri di aver provato per anni un forte sentimento nei confronti del collega, conosciuto sul set di numerosi film diventati simbolo di Hollywood.

Davanti al pubblico del TCL Chinese Theatre, Fonda ha ricordato di aver avuto una “grandissima cotta” per Redford fin dai tempi delle loro prime collaborazioni. L’attrice ha spiegato di averlo sempre considerato affascinante, brillante e perfettamente nato per il grande schermo. Nonostante questo, il rapporto tra i due non si trasformò mai in una relazione sentimentale.

Durante l’incontro moderato da Ben Mankiewicz, la protagonista di Barbarella ha raccontato anche un episodio avvenuto quando lavoravano a “La caccia”. Entrambi sposati in quel periodo, lei gli chiese se avesse mai avuto storie fuori dal matrimonio. Redford, ricordando Fonda tra le risate del pubblico, rispose che avrebbe potuto tradire solo con una prostituta.

I due attori, però, svilupparono una forte complicità personale fatta di passioni insolite e conversazioni lontane dal cinema. Fonda ha ricordato che passavano molto tempo a parlare della costruzione di muri in pietra. Redford progettava di tornare nello Utah per realizzarli, mentre lei aveva appena terminato lavori simili nella sua casa di campagna in Francia.

Tra gli aneddoti più divertenti, l’attrice ha citato le riprese di A piedi nudi nel parco, la commedia romantica del 1967 proiettata durante il festival. Fonda ha confessato che le scene in cui dovevano fingere di avere freddo le permettevano di stare più vicina a Redford. Anche durante “Il cavaliere elettrico”, ha ammesso, cercava continuamente un pretesto per prendergli la mano.

Nemmeno l’ultimo film interpretato insieme, “Le nostre anime di notte”, cambiò le cose. Nel lungometraggio i due personaggi condividono il letto per gran parte della storia, ma Fonda ha scherzato sul fatto che non accadde mai nulla nemmeno allora.

L’attrice ha affrontato anche la polemica nata dopo la notte degli Oscar, quando aveva ironizzato sul tributo dedicato a Redford da Barbra Streisand. Fonda ha chiarito che si trattava solo di una battuta e ha aggiunto di aver apprezzato molto la scelta, definendo iconici sia il film che la celebre canzone collegata all’omaggio.

Nel corso della serata sono emersi anche aspetti meno romantici del carattere di Redford. Secondo Fonda, il collega aveva una pessima abitudine alla puntualità e arrivava spesso sul set con ore di ritardo. Un comportamento che allungò notevolmente le riprese de “Il cavaliere elettrico”, trasformando una lavorazione prevista di due mesi in una permanenza di circa sei mesi, molti dei quali trascorsi a Las Vegas.

Fonda ha ricordato inoltre quanto Redford fosse a disagio davanti alla fama. A Las Vegas, racconta, le donne correvano verso di lui fino a svenire ai suoi piedi. Da quell’esperienza nacque anche l’idea di creare il Sundance Institute, pensato come alternativa al cinema dominato dalle grandi logiche commerciali.

Secondo l’attrice, Redford investì personalmente nel progetto senza chiedere finanziamenti a Hollywood. Ogni anno, ha spiegato, scriveva assegni di tasca propria per sostenere il festival e i giovani registi emergenti.

Nel finale dell’incontro, Jane Fonda ha parlato delle grandi fusioni industriali che stanno cambiando il settore cinematografico americano. L’attrice ha detto di temere che quel sistema possa mettere a rischio il tipo di cinema indipendente che Redford aveva contribuito a costruire nel corso della sua carriera.

Prima della proiezione di “A piedi nudi nel parco”, Mankiewicz ha fatto notare che raramente gli ospiti restano in sala a riguardare i propri film. Fonda, sorridendo, ha scelto invece di sedersi e vedere ancora una volta il film accanto al pubblico.

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