Putin apre ai negoziati con l'Ue, ma Mosca frena sulla tregua proposta dagli Usa
Putin parla di una possibile fine della guerra in Ucraina e apre a contatti con l’Unione europea. Dopo la parata del 9 maggio a Mosca, il Cremlino ha frenato sulle attese di una tregua duratura proposta dagli Stati Uniti.
Vladimir Putin ha dichiarato che la guerra in Ucraina potrebbe avvicinarsi alla fase finale, intervenendo al termine delle celebrazioni del Giorno della Vittoria sulla Piazza Rossa. Il presidente russo ha parlato di una situazione ancora “grave”, ma ha lasciato intendere che il conflitto potrebbe entrare in una nuova fase dopo oltre tre anni di combattimenti.
Le celebrazioni del 9 maggio si sono svolte con misure di sicurezza eccezionali. A Mosca sono stati bloccati internet mobile e servizi sms, mentre il centro della capitale è rimasto quasi deserto per il timore di possibili attacchi con droni ucraini. La parata militare è durata circa 45 minuti e ha mostrato pochi mezzi moderni. Tra i veicoli esibiti c’erano soprattutto i carri armati T-34 utilizzati durante la Seconda guerra mondiale.
Nel corso della conferenza stampa, Putin ha sostenuto che l’Occidente abbia “intensificato la sfida” contro la Russia attraverso il sostegno militare a Kiev. Il leader del Cremlino non ha spiegato se immagina una conclusione del conflitto attraverso una vittoria militare o tramite un accordo diplomatico.
Da Mosca è arrivata però un’apertura verso l’Unione europea. Putin ha affermato che la Russia “non ha mai rifiutato” il confronto con Bruxelles e ha citato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come possibile figura gradita per un ruolo di mediazione. Ha comunque precisato che il Cremlino vuole interlocutori che non abbiano assunto toni ostili verso Mosca.
Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa aveva rilanciato l’ipotesi di colloqui con la Russia per discutere di sicurezza e di una possibile pace “giusta e duratura” per l’Ucraina, ribadendo però il sostegno europeo a Kiev e il mantenimento delle sanzioni.
Più fredda, invece, la posizione russa rispetto all’iniziativa annunciata da Donald Trump. L’ex presidente americano aveva parlato di una tregua di tre giorni fino all’11 maggio, auspicando che potesse diventare il primo passo verso la fine della guerra. Dal Cremlino è arrivata una risposta prudente.
Il portavoce Dmitry Peskov ha spiegato che Washington punta a risultati rapidi, mentre la trattativa richiede tempi lunghi e questioni complesse da affrontare. Anche Yuri Ushakov, consigliere diplomatico di Putin, ha escluso per ora un’estensione automatica del cessate il fuoco oltre la scadenza prevista.
Secondo Ushakov, la breve tregua sarebbe stata concordata dopo contatti intensi tra Mosca e Washington, in un clima di forte tensione legato alla sicurezza della parata del 9 maggio. La Russia aveva minacciato pesanti raid missilistici su Kiev in caso di attacchi durante le celebrazioni.
Il Cremlino ha inoltre precisato che non esistono al momento negoziati diretti attivi tra Russia e Ucraina. Anche l’ipotesi di uno scambio di mille prigionieri per parte richiederà tempo, perché entrambe le parti stanno ancora definendo le liste dei detenuti coinvolti.
Nel suo discorso ai militari, Putin ha ribadito la linea del Cremlino sull’“operazione militare speciale”, collegando simbolicamente i soldati impegnati in Ucraina ai combattenti sovietici che sconfissero la Germania nazista nel 1945. Il presidente russo ha accusato la Nato di sostenere militarmente Kiev contro Mosca.
Alla cerimonia erano presenti pochi leader stranieri rispetto agli anni precedenti. Tra gli ospiti figuravano il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, rappresentanti di Kazakhstan, Laos e Malaysia e il premier slovacco Roberto Fico, unico esponente di un Paese dell’Unione europea presente a Mosca per le celebrazioni.
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