Vittorio Sgarbi compie 74 anni, il ritorno in pubblico dopo il ricovero e la battaglia contro la depressione
Vittorio Sgarbi festeggia 74 anni dopo mesi difficili segnati dal ricovero e dalla depressione. Il critico d’arte è tornato in pubblico a Ferrara parlando di morte, solitudine e del rapporto con la famiglia.
Vittorio Sgarbi celebra il suo 74esimo compleanno in una fase delicata della sua vita personale. Nato a Ferrara l’8 maggio 1952, il critico d’arte è tornato recentemente davanti al pubblico dopo un lungo periodo di assenza legato ai problemi di salute che lo hanno costretto al ricovero al Policlinico Gemelli di Roma.
Negli ultimi mesi il suo nome è stato spesso associato alle difficoltà affrontate lontano dalle telecamere. Sgarbi ha parlato apertamente della depressione e del senso di isolamento vissuto durante quel periodo. Alla vicenda si è aggiunta anche la richiesta avanzata dalla figlia Evelina, che ha chiesto la nomina di un amministratore di sostegno.
Il ritorno pubblico è arrivato il 1° maggio 2026 nella sua Ferrara, durante le celebrazioni per i 150 anni del Corriere della Sera. Intervistato dal giornalista Aldo Cazzullo, Sgarbi ha affrontato temi personali e profondi, soffermandosi sulla morte e sulla solitudine. «La morte non mi fa paura», ha dichiarato, descrivendo il Paradiso come «bianco, senza colori, perché siamo noi i colori del paradiso».
Nel corso della sua carriera, Vittorio Sgarbi ha costruito un percorso che unisce arte, politica e televisione. Dopo la laurea in Filosofia all’Università di Bologna, si è specializzato in Storia dell’arte, lavorando nella tutela del patrimonio culturale e curando mostre dedicate ai grandi artisti italiani.
Figlio dei farmacisti Giuseppe Sgarbi e Rina Cavallini, è cresciuto in una famiglia legata al collezionismo e ai libri. Anche la sorella Elisabetta Sgarbi ha intrapreso una carriera culturale come editrice, regista e fondatrice della casa editrice La nave di Teseo.
Nel tempo Sgarbi è diventato uno dei personaggi più riconoscibili della televisione italiana. Le sue discussioni accese e il celebre tormentone «Capra!» hanno contribuito a renderlo popolare anche fuori dal mondo dell’arte. Accanto all’attività di storico e divulgatore, ha ricoperto incarichi politici e amministrativi, sedendo in Parlamento e guidando diversi Comuni italiani.
La sua figura continua a dividere il pubblico. Da una parte c’è chi lo considera uno dei più efficaci divulgatori dell’arte italiana, capace di portare pittura, scultura e letteratura nei programmi televisivi più seguiti. Dall’altra c’è chi critica i suoi toni provocatori e le frequenti polemiche che hanno accompagnato gran parte della sua carriera pubblica.