Omicidio Antonella Lopez al Bahia di Molfetta, il giudice descrive la sparatoria come un duello da far west
Antonella Lopez fu colpita durante la sparatoria al Bahia di Molfetta nata dopo un faccia a faccia tra gruppi rivali. Nelle motivazioni della sentenza il giudice descrive l’agguato come un duello da far west avvenuto davanti a decine di persone.
A oltre un anno e mezzo dall’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa durante una sparatoria nella discoteca Bahia di Molfetta, sono state depositate le motivazioni della sentenza emessa dalla gup di Bari Susanna De Felice. Il 22enne Michele Lavopa, reo confesso, è stato condannato a 18 anni di carcere per il delitto avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2023.
Secondo quanto ricostruito dal tribunale, la giovane si trovava insieme al gruppo di Eugenio Palermiti, ritenuto il vero obiettivo dell’agguato. Palermiti, nipote dell’omonimo boss del quartiere Japigia di Bari, è stato condannato a 4 anni e sei mesi per detenzione di armi. Una delle due pistole contestate sarebbe stata portata proprio quella sera nel locale.
Nelle motivazioni, la giudice parla apertamente di una «scena di duellanti da far west». Lavopa avrebbe aperto il fuoco dopo uno scambio di sguardi, provocazioni e parole con alcuni componenti del gruppo rivale. I colpi sparati furono sette e diversi ragazzi rimasero feriti.
Per il giudice, l’azione fu compiuta «a volto scoperto», con modalità estremamente violente e senza alcun timore di essere riconosciuto, nonostante la presenza di telecamere e di numerosi testimoni all’interno della discoteca. Lavopa avrebbe puntato l’arma «ad altezza d’uomo» contro il gruppo che considerava nemico.
La sentenza riconosce sia a Lavopa sia a Palermiti l’aggravante del metodo mafioso. Per Palermiti è stata contestata anche quella di aver favorito il clan legato alla sua famiglia. La giudice inserisce il delitto in un quadro più ampio di episodi armati avvenuti in locali pubblici frequentati, citando anche l’omicidio del pregiudicato Filippo Scavo, ucciso nell’aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie.
Nel processo erano imputati anche due amici di Lavopa accusati di favoreggiamento. Giuseppe Fresa, 23 anni, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi perché avrebbe aiutato il killer a disfarsi della pistola. Mario Ruta, 22 anni, accusato di aver nascosto l’arma del delitto, ha patteggiato una pena di 2 anni.
Secondo la ricostruzione contenuta nelle motivazioni, dopo gli spari il movimento improvviso dei ragazzi del gruppo Palermiti avrebbe esposto Antonella Lopez al proiettile mortale che la raggiunse durante il caos scoppiato nella discoteca.
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