Andrea Sempio e la fuga dopo il delitto di Garlasco, i pm contestano l'alibi e il percorso nascosto

Andrea Sempio avrebbe lasciato la casa di Chiara Poggi passando da un’uscita secondaria e percorrendo a piedi una stradina sterrata nascosta. I pm contestano anche un alibi ritenuto falso e alcune telefonate considerate sospette.

Garlasco
Andrea Sempio e la fuga dopo il delitto di Garlasco, i pm contestano l'alibi e il percorso nascosto

Secondo la ricostruzione della procura di Pavia, Andrea Sempio sarebbe entrato nella villetta di via Pascoli a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007 dopo aver verificato che Chiara Poggi fosse sola in casa. Gli inquirenti sostengono che tra i due ci sarebbe stata una discussione nata da un approccio non gradito alla giovane e che l’aggressione sarebbe avvenuta subito dopo.

I magistrati ritengono che Sempio abbia colpito la ragazza con un martello e che si sia poi accanito sul corpo mentre era già a terra. Dopo il delitto, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe ripulito rapidamente prima di lasciare l’abitazione passando dalla porta sul retro della villetta.

Per allontanarsi senza essere notato avrebbe scelto una strada secondaria che corre dietro via Pascoli. Si tratta di un percorso sterrato chiuso al traffico e delimitato da un cancello, affacciato su un campo. Per gli investigatori quella scelta gli avrebbe consentito di evitare il traffico di via Pavia e di non attirare l’attenzione di automobilisti o residenti.

La distanza tra la casa dei Poggi e l’abitazione della nonna, dove oggi vivono i genitori di Sempio, è di poche centinaia di metri. I pm ritengono che il tragitto sia stato compiuto interamente a piedi in pochi minuti e che una volta arrivato a destinazione si sia disfatto dei vestiti sporchi di sangue.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, sempre secondo quanto emerso nelle indagini, Sempio sarebbe tornato davanti alla villetta in auto chiedendo informazioni su quanto accaduto.

Nel corso degli anni l’uomo ha sempre sostenuto di aver trascorso quella mattina lontano da Garlasco. La sua versione racconta di un risveglio intorno alle 8.30 e di una successiva partenza per Vigevano, dove avrebbe dovuto recarsi alla libreria Feltrinelli di piazza Ducale. Gli investigatori fanno però notare che quel giorno era lunedì e il negozio risultava chiuso.

L’alibi era stato rafforzato da uno scontrino del parcheggio che lo avrebbe collocato fuori città nell’orario compatibile con il delitto. Gli inquirenti di Pavia sostengono invece che quel documento sarebbe stato recuperato successivamente dalla madre di Sempio con l’aiuto di un conoscente vigile del fuoco, circostanza che renderebbe inattendibile la ricostruzione fornita.

Tra gli elementi finiti nuovamente sotto esame ci sono anche tre telefonate effettuate all’abitazione dei Poggi il 4, il 7 e l’8 agosto 2007. Le chiamate durarono pochi secondi. Secondo la procura, le ultime due sarebbero particolarmente rilevanti perché fatte mentre Marco Poggi era in vacanza con la famiglia e Chiara si trovava sola nella villetta.

Sempio ha sempre spiegato quei contatti parlando di un errore nella composizione del numero. A suo dire avrebbe cercato il cellulare dell’amico Marco digitando invece il numero fisso di casa, ritrovandosi così a parlare brevemente con Chiara e presentandosi come un conoscente del fratello.

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