Caso Garlasco, La Russa prevede nessun colpevole e punta il dito sui processi infiniti
Ignazio La Russa sul caso Garlasco prevede assenza di colpevoli per le contraddizioni processuali e i lunghi tempi giudiziari. Il presidente del Senato collega la possibile incertezza anche alla forte esposizione mediatica del delitto.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso una previsione netta sul delitto di Garlasco, sostenendo che alla fine non verrà individuato un responsabile. L’occasione è stata la presentazione del libro di Giancarla Rondinelli alla biblioteca Braidense di Brera, a Milano, dove il tema della fiducia nella giustizia è tornato al centro del dibattito.
Pur dichiarando di non essere un esperto del caso, La Russa ha spiegato di essersi fatto un’idea osservando l’andamento giudiziario. Secondo lui, la vicenda è segnata da ricostruzioni contrastanti che si sono alternate nel tempo: prima respinte, poi accolte e infine nuovamente messe in discussione da nuove ipotesi investigative ancora da verificare in sede preliminare.
Il riferimento è anche ai lunghi tempi processuali che hanno caratterizzato la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi dopo cinque gradi di giudizio. Per La Russa, un eventuale nuovo filone d’indagine potrebbe richiedere anni analoghi, allungando ulteriormente una vicenda già complessa.
Quanto alla possibile revisione del processo Stasi, il presidente del Senato ha indicato una linea chiara: se la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, decidesse di avviare la revisione, questa potrebbe portare alla scarcerazione. In caso contrario, la situazione resterebbe invariata.
Nel frattempo, l’inchiesta della Procura di Pavia vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. L’ipotesi investigativa si basa su un gesto improvviso legato a un presunto rifiuto, ma secondo La Russa una ricostruzione di questo tipo potrebbe incontrare difficoltà nel superare il requisito del ragionevole dubbio.
Se davvero non si arrivasse a un colpevole definitivo, La Russa ha parlato di una sconfitta per la giustizia, ritenuta comunque preferibile rispetto a un errore giudiziario. Ha poi collegato parte delle criticità alla forte esposizione mediatica del caso, che avrebbe alimentato interpretazioni opposte e reso più difficile individuare una verità condivisa.
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