JPMorgan, dirigente accusata di abusi sessuali e minacce su un dipendente

Un dipendente di JPMorgan accusa la dirigente Lorna Hajdini di abusi e minacce nel 2024. Secondo la denuncia, la donna avrebbe usato il proprio ruolo per costringerlo a rapporti sessuali, arrivando a intimidazioni e presunte violenze.

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JPMorgan, dirigente accusata di abusi sessuali e minacce su un dipendente

Una causa civile presentata alla Corte Suprema della Contea di New York chiama in causa una manager di alto livello di JPMorgan. Il denunciante, indicato negli atti come John Doe, sostiene di aver subito pressioni, molestie e violenze da parte della dirigente Lorna Hajdini nel corso del 2024.

Secondo il racconto depositato in tribunale, la donna avrebbe sfruttato il proprio ruolo per avanzare richieste sessuali insistenti, accompagnate da minacce legate alla carriera. Il dipendente, sposato, riferisce di aver rifiutato più volte, ricevendo in risposta intimidazioni dirette sul suo futuro professionale.

Nel documento si parla anche di un episodio in cui la dirigente avrebbe somministrato una sostanza per alterare la volontà della vittima, arrivando poi a compiere atti sessuali senza consenso. La situazione, sempre secondo l’accusa, sarebbe partita da commenti inappropriati per trasformarsi rapidamente in comportamenti più gravi.

La denuncia include inoltre presunti insulti a sfondo razziale rivolti al dipendente, con frasi offensive riportate nero su bianco negli atti. In un’occasione, la dirigente si sarebbe presentata a casa dell’uomo senza preavviso, insistendo per un rapporto e minacciando conseguenze sul lavoro.

Il ricorso è stato depositato in forma anonima per evitare possibili ritorsioni personali e familiari. Dal canto suo, JPMorgan ha respinto le accuse, dichiarando che un’indagine interna non ha riscontrato elementi a sostegno delle affermazioni contenute nella causa.

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