Morte di Michele Noschese a Ibiza, nuova perizia parla di violenze e ipotizza il reato di tortura
Michele Noschese è morto a Ibiza dopo l’intervento della Guardia Civil e una nuova perizia depositata a Roma indica violenze subite prima del decesso. I legali parlano di possibili abusi e chiedono di indagare per tortura.
Il caso della morte di Michele Noschese, dj conosciuto come Godzi, torna al centro delle indagini con nuovi elementi depositati alla Procura di Roma. Il 36enne è deceduto il 12 luglio a Ibiza dopo un intervento della Guardia Civil nella sua abitazione, un episodio che fin dall’inizio ha sollevato dubbi e polemiche.
Il 24 aprile gli avvocati Vanni Cerino, Angelo Sammarco e D’Urso hanno presentato una nuova consulenza tecnica che ricostruisce le ultime ore di vita del giovane. Secondo quanto riportato nel documento, Noschese avrebbe subito violenze fisiche rilevanti prima di morire, circostanza che spinge la difesa a chiedere ai magistrati di valutare il reato di tortura a carico degli agenti intervenuti.
Nella relazione firmata dal medico legale Raffaele Zinno si evidenzia che il dj non era in condizioni tali da far prevedere un decesso imminente. Il professionista descrive modalità di contenimento ritenute particolarmente dure, parlando di una situazione in cui al 36enne sarebbe stata negata la dignità durante le operazioni di immobilizzazione.
La nuova perizia si aggiunge agli accertamenti già avviati nei mesi scorsi, tra cui una Tac total body richiesta dal padre Giuseppe Noschese prima del rientro della salma in Italia. Una volta arrivato a Roma, il corpo è stato posto sotto sequestro per consentire ulteriori verifiche disposte dall’autorità giudiziaria.
Le conclusioni degli esperti depositate nelle ultime settimane mettono in discussione la ricostruzione iniziale dei fatti e aprono nuovi scenari investigativi. I legali della famiglia chiedono ora che venga chiarito il comportamento delle forze intervenute e che si accerti se le lesioni riscontrate possano essere compatibili con azioni coercitive eccessive.
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