Braccialetti elettronici e violenza di genere, nuove linee guida approvate dalla Commissione parlamentare
La Commissione sul femminicidio approva una relazione sui braccialetti elettronici per migliorare la protezione delle vittime, indicando nuove regole operative e interventi tecnici per ridurre i rischi nei casi di violenza domestica e di genere.
Via libera unanime della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio alla relazione dedicata ai braccialetti elettronici, strumenti utilizzati per monitorare gli autori di violenza e proteggere le vittime. Il documento è stato discusso e approvato nel corso della seduta plenaria e porta la firma della presidente Martina Semenzato insieme alle senatrici Elena Leonardi e Cecilia D’Elia.
Il testo nasce da un lavoro di approfondimento tecnico condotto con il supporto del consulente Francesco Menditto, già procuratore della Repubblica di Tivoli, affiancato dalle esperte Claudia Segre e Libera Cesino. La Commissione ha raccolto contributi attraverso audizioni mirate e documentazione, parte della quale è stata acquisita in forma riservata.
Dall’analisi emerge il ruolo centrale dei braccialetti elettronici come misura di protezione nelle situazioni di violenza domestica e contro le donne. Il report descrive il funzionamento dei dispositivi e gli interventi normativi recenti che hanno cercato di risolvere alcune criticità emerse negli anni.
Secondo quanto evidenziato, resta decisivo il giudizio del magistrato nella valutazione del rischio concreto per la vittima. Nei casi più gravi, quando esistono i presupposti, la Commissione richiama l’attenzione sull’uso della custodia cautelare in carcere, evitando di affidarsi esclusivamente a misure meno restrittive.
Il documento individua quattro ambiti di intervento: miglioramento tecnologico dei dispositivi, velocizzazione delle procedure, controllo tempestivo dei malfunzionamenti e aggiornamento dell’organizzazione operativa. A questi si aggiungono sedici proposte dettagliate.
Tra le indicazioni operative figurano una maggiore informazione alle vittime sui limiti del sistema, l’introduzione di una zona di preallerta, l’aumento dei dispositivi disponibili ogni mese e la creazione di una Sala operativa centralizzata per gestire le segnalazioni. Prevista anche l’adozione di linee guida nazionali per le Forze dell’Ordine.
La presidente Martina Semenzato ha parlato di un lavoro concreto, destinato agli operatori coinvolti nella gestione dei casi di violenza, frutto dell’attività portata avanti dalla Commissione nel corso dell’attuale legislatura.
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