Iran in crisi per il petrolio invenduto, Teheran usa depositi improvvisati mentre crollano le esportazioni
L’Iran accumula petrolio invenduto a causa del blocco statunitense, costringendo Teheran a usare depositi improvvisati e vecchi serbatoi. Le esportazioni crollano e la produzione rischia forti tagli nelle prossime settimane.
L’Iran si trova con quantità crescenti di petrolio invenduto a causa delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti, che limitano l’uscita del greggio dai porti. Per evitare di fermare gli impianti, le autorità stanno riattivando vecchi siti di stoccaggio e ricorrendo a soluzioni temporanee, tra cui container adattati e strutture dismesse.
La difficoltà principale nasce dal drastico calo delle spedizioni. Nei primi giorni di aprile le esportazioni viaggiavano ancora intorno ai 2,1 milioni di barili al giorno, ma nella seconda metà del mese i carichi sono scesi a poco più di mezzo milione. Prima delle tensioni, a febbraio, il Paese esportava circa 2 milioni di barili quotidiani.
Per evitare il blocco totale della produzione, la compagnia petrolifera nazionale ha iniziato a ridurre i ritmi estrattivi. Le stime indicano che, se la situazione non cambia, la produzione potrebbe scendere fino a circa 1,2-1,3 milioni di barili al giorno entro metà maggio.
Nel frattempo, le riserve continuano a crescere. Le scorte hanno raggiunto circa 49 milioni di barili, con una capacità complessiva teorica che potrebbe arrivare fino a 90 milioni. Tuttavia, non tutti gli impianti sono utilizzabili per limiti tecnici e di sicurezza, rendendo più difficile gestire l’eccesso.
Per guadagnare tempo, Teheran ha anche iniziato a usare petroliere ferme come depositi galleggianti nel Golfo, con una capacità stimata di circa 15 milioni di barili. In parallelo, si tenta di spostare parte del greggio via ferrovia verso la Cina, sfruttando collegamenti che arrivano fino a città come Yiwu e Xi’an.
La pressione resta alta anche sul fronte tecnico. Un’interruzione improvvisa dell’estrazione potrebbe danneggiare in modo permanente molti giacimenti, soprattutto quelli più vecchi e a bassa pressione. Circa metà dei campi petroliferi iraniani rientra in questa categoria, rendendo ogni decisione ancora più delicata.
Notizie correlate
Trump avverte Iran su crisi petrolio e blocco Hormuz, Teheran rifiuta accordo nucleare e vede Putin Donald Trump lancia un ultimatum all’Iran sul petrolio e avverte di un possibile collasso tecnico entro tre giorni a causa del blocco navale.
Iran, petrolio e tensioni globali spingono i prezzi mentre le compagnie Usa avvertono la Casa Bianca Iran, dirigenti petroliferi avvertono Trump: rischio prezzi fuori controllo per blocco Hormuz e tensioni nel Golfo, mentre il greggio sfiora i 100 dollari e crescono le minacce contro aziende Usa