Beatrice Venezi licenziata dalla Fenice accusa orchestra e sindacati di bullismo e campagna d'odio
Beatrice Venezi contesta il licenziamento dalla Fenice dopo mesi di tensioni interne e accuse pubbliche, sostenendo di essere stata isolata per contrasti con orchestra e sindacati e di aver subito attacchi personali dopo l’esperienza a Sanremo.
Il caso di Beatrice Venezi supera i confini della cronaca musicale e arriva all’estero dopo la fine del suo rapporto con il Teatro La Fenice di Venezia. Dalla California, dove si trova per impegni professionali, la direttrice d’orchestra racconta la propria versione dei fatti, respingendo le accuse di aver danneggiato l’immagine dell’istituzione e sostenendo invece di essere stata bersaglio di attacchi continui.
Nel racconto degli ultimi mesi emerge un clima che descrive come teso e ostile. Venezi parla di iniziative organizzate all’interno dell’orchestra, tra volantini e simboli polemici, che avrebbero contribuito a creare un ambiente difficile. A suo dire, la decisione di interrompere il contratto non dipenderebbe da questioni artistiche, ma da un confronto diventato personale e sempre più acceso.
La direttrice insiste sul proprio percorso professionale costruito senza appoggi familiari nel settore musicale. «Mi sono fatta da sola», ribadisce, contrapponendo la sua esperienza a quella di chi, secondo lei, può contare su legami storici nel mondo dell’opera. La reazione di alcune sigle sindacali al suo allontanamento viene giudicata fuori luogo, soprattutto per i toni celebrativi che sarebbero stati adottati.
Il contrasto con l’orchestra viene letto anche come uno scontro tra visioni diverse. Venezi sostiene di aver provato a introdurre cambiamenti nel repertorio e nell’approccio artistico, trovando però resistenze legate alla tradizione e alla gestione consolidata del teatro. Critica inoltre il livello competitivo dell’orchestra sul piano internazionale e accusa la direzione di non aver sostenuto un percorso di rinnovamento.
Secondo la musicista, le difficoltà non sarebbero nate solo a Venezia. Indica come momento di svolta la partecipazione al Festival di Sanremo del 2021, quando il dibattito sul titolo di “maestro” e le polemiche con esponenti pubblici, tra cui Laura Boldrini, avrebbero contribuito a creare un clima ostile attorno alla sua figura.
Venezi rivendica anche la propria indipendenza rispetto alla politica. Pur dichiarando stima per alcune personalità istituzionali, sottolinea di non aver mai avuto incarichi o legami di partito. A suo avviso, proprio questa distanza dimostrerebbe l’assenza di protezioni: «Se fossi stata davvero raccomandata, sarei ancora alla Fenice», afferma, lasciando intendere che la vicenda potrebbe avere sviluppi anche sul piano legale.
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