Emanuela Orlandi e Mirella Gregori restano irrisolte mentre cade la pista delle 176 ragazze scomparse a Roma
Emanuela Orlandi resta senza risposte mentre la Commissione esclude una rete di rapimenti dopo aver verificato le scomparse degli anni 80 a Roma e trovato che quasi tutte le ragazze erano rientrate, ridimensionando una pista seguita per decenni.
La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori ha escluso l’esistenza di un sistema organizzato di rapimenti legato ai casi romani degli anni Ottanta. L’analisi si è concentrata su un elenco di giovani scomparse tra il 1981 e il 1983, a lungo considerato il possibile segnale di un fenomeno più ampio.
Quel gruppo, inizialmente composto da 177 nomi poi ridotti a 176 per un errore, era stato messo a confronto con i due casi principali dalla Questura di Roma. Per anni si è parlato di una presunta “tratta delle bianche”, ipotizzando un’unica regia dietro le sparizioni. Le verifiche più recenti, condotte incrociando dati investigativi e denunce dell’epoca, hanno però restituito un quadro diverso.
Secondo quanto emerso, la grande maggioranza delle ragazze segnalate come scomparse è stata successivamente ritrovata o è rientrata in famiglia. In altri casi, gli accertamenti hanno comunque escluso una condizione di scomparsa prolungata. Questo ha portato la Commissione a escludere l’ipotesi di un fenomeno criminale unitario e strutturato.
Il risultato mette in evidenza l’eccezione rappresentata dai casi di Orlandi e Gregori, le uniche due giovani di quell’elenco a non essere mai state ritrovate. Una differenza che rafforza il carattere isolato e ancora irrisolto delle due vicende.
Nonostante la chiusura della pista, restano interrogativi su alcune situazioni di allontanamento, volontario o forse indotto, che si conclusero senza conseguenze definitive. Alcuni episodi fanno pensare a possibili tentativi di adescamento, anche se non collegati a una struttura organizzata.
Archiviata questa linea investigativa, l’attenzione si sposta su altri elementi. Tra questi la cosiddetta pista di Londra, ritenuta poco credibile dagli stessi membri della Commissione, che escludono la presenza della ragazza nella capitale britannica. Restano aperti altri filoni, tra cui quello legato ai cosiddetti “cinque fogli”, ancora oggetto di verifiche.
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