Felice Maniero in casa di riposo senza reddito e il Comune di Campolongo paga parte della retta
Felice Maniero è ricoverato in una casa di riposo perché senza reddito né residenza stabile e il Comune di Campolongo Maggiore deve coprire parte delle spese. La legge impone il contributo pubblico anche per chi non può mantenersi.
Felice Maniero, ex figura di spicco della mala del Brenta, si trova oggi ricoverato in una struttura assistenziale e non dispone di mezzi economici né di una residenza propria. Questa condizione lo colloca tra i soggetti senza fissa dimora, iscritti anagraficamente presso il Comune di Campolongo Maggiore, che è quindi chiamato a intervenire sulle spese di mantenimento.
La normativa prevede che il Servizio sanitario nazionale copra i costi sanitari, mentre la quota legata all’alloggio e ai servizi quotidiani resti a carico del Comune di residenza. Si tratta di cifre consistenti, con una media di circa 65 euro al giorno, che portano la spesa mensile vicino ai 2000 euro.
Gli uffici comunali stanno cercando soluzioni per limitare l’impatto sulle casse pubbliche, ma i margini sono ridotti. La legge consente all’ente di rivalersi sui familiari più stretti dell’assistito, come figli e fratelli, se in grado di contribuire economicamente.
Nel caso di Maniero, la situazione familiare è complessa. Le sorelle ancora in vita non dispongono di risorse rilevanti, mentre uno dei figli ha interrotto ogni rapporto da tempo. L’unica posizione valutata è quella della figlia più giovane, che lavora e potrebbe essere coinvolta nel rimborso, anche attraverso eventuali beni ricevuti in passato.
Nel frattempo, è stato nominato un amministratore di sostegno che dovrà gestire gli interessi dell’ex boss e interfacciarsi con il Comune. Sarà questa figura a formalizzare la richiesta di pagamento e a seguire gli aspetti economici legati alla permanenza nella struttura.
La vicenda evidenzia come le regole sull’assistenza non facciano distinzioni legate al passato delle persone. Maniero vive oggi in condizioni di fragilità, assistito quotidianamente, mentre il Comune è obbligato a intervenire per garantire la sua permanenza nella struttura.
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