Comunali Venezia, il Pd candida sei esponenti bengalesi e scoppia la polemica politica

Il Pd inserisce sei candidati bengalesi nelle liste per le comunali di Venezia per rappresentare una comunità molto presente in città, ma la scelta scatena le critiche di Fratelli d’Italia che parla di operazione elettorale mirata.

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Comunali Venezia, il Pd candida sei esponenti bengalesi e scoppia la polemica politica

Il Partito Democratico ha incluso sei cittadini di origine bengalese nelle proprie liste per le elezioni comunali di Venezia, dove il candidato sindaco è il segretario regionale Andrea Martella. I nomi scelti sono Kamrul Syed e Rhitu Miah per Venezia, Ali Afay e Sumiya Begum per la municipalità di Mestre Carpenedo, Tanzima Akter Nisha per Chirignago Zelarino e Ali Hossain per Favaro Veneto.

La comunità bengalese rappresenta una presenza significativa nel territorio veneziano e negli ultimi anni si è attivata anche con iniziative concrete, come raccolte fondi organizzate durante la fine del Ramadan per finanziare la costruzione di una moschea a Mestre. Il progetto prevede la realizzazione dell’edificio su un’area che in passato ospitava una falegnameria in via Giustizia.

Il tema è entrato nel dibattito politico cittadino dopo l’intervento del senatore veneziano di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon, che ha criticato la scelta del Pd. Secondo l’esponente del centrodestra, la presenza di più candidati appartenenti alla stessa comunità rischierebbe di trasformarsi in una rappresentanza separata piuttosto che in un progetto condiviso per la città.

Speranzon ha parlato di una strategia elettorale mirata a intercettare il voto della comunità bengalese, sostenendo che al suo interno esistono posizioni diverse che non troverebbero una sintesi nel programma dei democratici. Ha inoltre sollevato questioni legate a temi come famiglia, diritti civili e ruolo della donna, ritenendo che possano emergere distanze culturali rispetto alle posizioni del partito.

Nella stessa comunità bengalese era circolato anche il nome di Prince Howlader come possibile candidato in altre liste, ma la sua partecipazione non si è concretizzata. La presenza dei sei candidati del Pd resta al centro del confronto politico in vista del voto.

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