Moige e associazioni europee pronti a cause contro Meta e TikTok per algoritmi dannosi ai minori
Il Moige denuncia gli algoritmi dei social per i danni ai minori e spinge verso azioni legali in Europa. A Parigi le associazioni dei genitori valutano class action contro Meta e TikTok per pratiche ritenute lesive.
Le associazioni dei genitori riunite a Parigi durante l’assemblea generale dell’Epa hanno acceso i riflettori sulla tutela digitale dei minori in Europa. Il confronto ha coinvolto oltre trenta organizzazioni impegnate a contrastare l’impatto delle piattaforme social su bambini e adolescenti.
Al centro del dibattito, la possibilità di avviare azioni legali collettive contro Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, e contro TikTok. Le associazioni stanno valutando se replicare nei rispettivi Paesi l’iniziativa già avviata in Italia dal Moige, che ha promosso una class action inibitoria davanti al Tribunale delle Imprese di Milano. La prima udienza è fissata per il 14 maggio.
Secondo quanto emerso, il caso italiano rappresenta un precedente utile anche per altri ordinamenti europei. L’obiettivo è bloccare pratiche considerate dannose, come la manipolazione algoritmica, lo scroll infinito e la profilazione degli utenti più giovani, meccanismi progettati per aumentare il tempo trascorso online.
Le associazioni citano studi scientifici che collegano l’uso intensivo dei social a effetti negativi sullo sviluppo dei minori. In particolare, viene evidenziato come il cervello, ancora in fase di maturazione fino ai 25 anni, sia più esposto a forme di condizionamento digitale che possono favorire dipendenza e alterazioni comportamentali.
Il quadro normativo europeo, che include strumenti come il Digital Services Act e il Digital Markets Act, riconosce l’esistenza di sistemi basati su intelligenza artificiale capaci di influenzare gli utenti. Tuttavia, secondo le associazioni, queste regole non hanno ancora prodotto risultati concreti nella protezione dei minori online.
L’azione legale proposta si basa su tre richieste precise: verifica reale dell’età degli utenti, eliminazione dei meccanismi che incentivano la dipendenza e maggiore trasparenza sui rischi per la salute. Il Moige ha messo a disposizione la propria esperienza per supportare le organizzazioni europee interessate a intraprendere iniziative simili.
Il presidente europeo dell’Epa ha ribadito la necessità di un intervento coordinato tra i Paesi membri, mentre il Moige ha sottolineato la crescente adesione all’iniziativa. L’obiettivo è costruire una risposta comune contro pratiche ritenute dannose per i più giovani.
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