Omicidio Chiara Poggi a Garlasco, revisione processo Stasi può fermare caso Sempio e creare conflitto giudiziario

La possibile revisione del caso Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi potrebbe rallentare il procedimento contro Andrea Sempio, con il rischio di due processi paralleli e decisioni opposte. La difesa chiede di fermare tutto in attesa di chiarimenti.

Garlasco
Omicidio Chiara Poggi a Garlasco, revisione processo Stasi può fermare caso Sempio e creare conflitto giudiziario

La riapertura del procedimento su Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2006, potrebbe avere effetti diretti anche sull’indagine che coinvolge Andrea Sempio. La questione è al centro delle valutazioni della Procura di Pavia, mentre la difesa segue con attenzione ogni sviluppo.

L’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio, avverte che l’eventuale revisione del processo Stasi cambierebbe radicalmente lo scenario. Se si arrivasse contemporaneamente a un nuovo processo per un altro imputato per lo stesso delitto, si potrebbe arrivare a due decisioni contrastanti. Una situazione che, secondo il legale, metterebbe in crisi la coerenza del sistema giudiziario.

Il rischio riguarda anche la gestione delle prove. Due procedimenti attivi nello stesso momento potrebbero portare all’acquisizione duplicata degli stessi elementi, con conseguenze difficili da gestire. Per la difesa, non si tratta di un semplice caso previsto dalle norme, ma di un conflitto evitabile con una scelta organizzativa diversa.

La richiesta avanzata è chiara: sospendere il procedimento a carico di Andrea Sempio in attesa che venga definita la posizione di Stasi. Una pausa che, secondo l’avvocato, eviterebbe un “corto circuito” giudiziario e garantirebbe maggiore ordine nell’accertamento dei fatti.

Nel frattempo, la Procura generale di Milano sta valutando se chiedere formalmente la revisione del processo Stasi. Le verifiche in corso avrebbero fatto emergere elementi nuovi rispetto alla ricostruzione consolidata nella sentenza del 2015, ma una decisione definitiva non è ancora stata presa.

Se la Procura di Pavia dovesse comunque procedere con la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, la difesa è pronta a reagire. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche il ricorso alla Corte Costituzionale per chiarire la compatibilità di due procedimenti paralleli sullo stesso fatto.

Il lavoro degli avvocati prosegue con incontri continui tra legali, consulenti e assistito, mentre resta aperto il nodo principale: evitare che sul delitto di Garlasco possano formarsi due verità giudiziarie diverse.

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