Rete neonazista online, arrestato 19enne a Pavia per propaganda antisemita e reclutamento di giovani

Un 19enne di Pavia è finito ai domiciliari per aver gestito una rete neonazista online, nata su chat accessibili anche a minorenni e usata per diffondere odio e organizzare azioni violente.

Pavia
Rete neonazista online, arrestato 19enne a Pavia per propaganda antisemita e reclutamento di giovani

Un ragazzo di 19 anni, residente a Pavia, è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di aver creato e guidato una rete attiva nella diffusione di contenuti neonazisti e antisemiti. L’intervento della Polizia di Stato, coordinato dalla Procura di Milano, ha portato anche a 14 perquisizioni in diverse regioni italiane, nove delle quali nei confronti di minorenni coinvolti nelle stesse attività.

Al centro dell’indagine c’è un sistema organizzato su piattaforme di messaggistica, utilizzato per condividere materiale di odio razziale e religioso, negare la Shoah e promuovere la violenza contro gli ebrei. Il gruppo, chiamato “Terza Posizione”, richiamava esplicitamente una formazione eversiva degli anni Settanta ed era facilmente accessibile a nuovi utenti.

Secondo gli investigatori della Digos, le chat erano usate non solo per diffondere propaganda ma anche per reclutare nuovi membri e spingerli verso una progressiva radicalizzazione. Nei messaggi analizzati compaiono frasi violente, incitamenti all’azione e riferimenti a ideologie suprematiste. Alcuni partecipanti esaltavano autori di attentati e proponevano iniziative ispirate al terrorismo di matrice razzista.

Dalle conversazioni emergono progetti concreti, come l’idea di organizzare gruppi operativi denominati “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria” e il riferimento a piani già scritti per compiere atti violenti. In più occasioni si parla di rifondare le SS e di organizzare una nuova marcia su Roma, mentre vengono condivisi materiali di propaganda e simboli del nazismo.

Nel telefono del giovane arrestato è stato trovato anche il testo del Mein Kampf, considerato parte del suo percorso di auto-indottrinamento. Le chat contenevano inoltre messaggi omofobi, elogi a Adolf Hitler e contenuti legati al suprematismo bianco, con contaminazioni ideologiche che richiamano la cosiddetta “white jihad”.

Le indagini hanno individuato anche contenuti diffusi sui social, tra cui video pubblicati su TikTok con attacchi contro esponenti politici italiani come Giorgia Meloni ed Elly Schlein, accompagnati da messaggi xenofobi e antisemiti. In alcuni filmati, le due leader vengono indicate come strumenti nelle mani del popolo ebraico.

Gli accertamenti hanno rivelato collegamenti con altri gruppi attivi sul territorio nazionale, tra cui “Nuova Italia”, delineando una rete più ampia di giovani coinvolti in ambienti estremisti. Tra gli indagati figurano anche minorenni già segnalati in precedenti inchieste per reati legati al terrorismo, con episodi online che in alcuni casi si sono tradotti in azioni concrete rivendicate nelle stesse chat.

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