Longevità, nuovi criteri scientifici per le Zone Blu: Sardegna tra i riferimenti

La ricerca sulla longevità introduce criteri scientifici per definire le Zone Blu, fissando parametri chiari dopo anni di uso improprio del termine. Tra i modelli riconosciuti resta la Sardegna con l’area dell’Ogliastra.

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Longevità, nuovi criteri scientifici per le Zone Blu: Sardegna tra i riferimenti

Le aree del mondo note per l’elevata durata della vita non potranno più essere indicate come Zone Blu senza rispettare criteri rigorosi. Un gruppo internazionale di studiosi, coordinato dall’American Federation for Aging Research, ha stabilito parametri precisi per identificare queste realtà, ponendo fine alle interpretazioni libere del termine.

La proposta arriva dopo anni di dibattiti e tentativi di imitazione. Le Zone Blu già note, come Nicoya in Costa Rica, Okinawa in Giappone e alcuni comuni dell’Ogliastra in Sardegna, restano punti di riferimento, ma d’ora in poi ogni nuova candidatura dovrà essere supportata da dati verificabili e analisi indipendenti.

Il lavoro dei ricercatori si basa su metodi sviluppati per controllare con precisione l’età delle persone e valutare la reale presenza di una longevità fuori dalla norma. Questo passaggio segna una svolta nel modo in cui vengono studiate e classificate le popolazioni più longeve.

Due parametri per definire le aree più longeve

La nuova definizione si fonda su due indicatori principali. Il primo riguarda la presenza di una longevità elevata dopo i 70 anni, mentre il secondo misura la probabilità di raggiungere i 100 anni per chi ha già superato quella soglia. Entrambi i criteri sono necessari per descrivere in modo completo la sopravvivenza eccezionale.

Accanto a questi parametri, viene richiesta una base solida di dati amministrativi, indispensabili per certificare le età dichiarate. Senza documentazione verificabile e senza l’apertura a controlli da parte di esperti esterni, nessuna area potrà ottenere il riconoscimento ufficiale.

Il numero dei centenari, spesso utilizzato in passato come indicatore principale, resta un elemento utile ma non sufficiente. La classificazione dovrà invece basarsi su un confronto con i Paesi che registrano le aspettative di vita più alte al mondo.

Secondo i ricercatori, questo approccio consentirà di superare le valutazioni basate su racconti o osservazioni isolate. L’obiettivo è costruire una definizione condivisa e affidabile, capace di guidare studi futuri sulla durata della vita e sugli anni vissuti in buona salute.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra esperti con posizioni diverse sul tema della longevità. Tra loro anche S. Jay Olshansky, che ha coordinato il lavoro, e studiosi coinvolti nello sviluppo originario del concetto di Zone Blu. Il nuovo sistema punta a rendere più chiaro il fenomeno e ad attrarre ulteriori ricerche sulle cause biologiche e sociali dell’invecchiamento.

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