Iran Stati Uniti: tensione su Hormuz e uranio rischio guerra imminente
Iran blocca lo Stretto di Hormuz mentre lo scontro con gli Stati Uniti si irrigidisce per il nodo dell’uranio e delle sanzioni. La tregua scade il 21 aprile e il rischio di un nuovo conflitto torna concreto.
La crisi tra Stati Uniti e Iran si riaccende con la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il petrolio mondiale. Il cessate il fuoco fissato fino al 21 aprile appare sempre più fragile mentre i contatti tra le parti non producono risultati concreti.
Teheran respinge le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva parlato di una possibile riapertura del traffico marittimo. Washington mantiene il blocco navale e l’Iran risponde impedendo il passaggio alle navi, condizionando il transito alla revoca delle restrizioni.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf chiarisce che nessuna imbarcazione potrà attraversare lo stretto finché le unità iraniane resteranno ferme. Il controllo dell’area, fanno sapere i vertici militari, è tornato completamente sotto la gestione delle forze armate.
Incidenti nel Golfo e rischio escalation militare
Nelle stesse ore si registrano episodi di tensione nel Golfo Persico, dove due navi indiane vengono colpite da spari attribuiti a unità dei Guardiani della Rivoluzione. I Pasdaran avvertono che qualsiasi nave diretta verso Hormuz potrà essere considerata ostile e quindi bersaglio.
Parallelamente, la Marina statunitense prepara operazioni per intercettare e sequestrare petroliere legate all’Iran anche in acque internazionali. Una strategia che amplia il confronto ben oltre l’area mediorientale.
Il clima pesa anche sul fronte diplomatico. Un nuovo ciclo di negoziati non è stato ancora confermato e l’incontro previsto a Islamabad risulta annullato. Dietro le quinte restano attivi canali indiretti, con la mediazione del Pakistan.
Secondo fonti iraniane, nuove proposte americane sono state presentate ma non hanno ancora ricevuto risposta. Teheran ribadisce di non essere disposta a concessioni e di non accettare pressioni esterne.
A Washington, Donald Trump riunisce i vertici della sicurezza nazionale nella Situation Room. Al centro del confronto c’è la possibilità concreta che il conflitto riprenda nel giro di pochi giorni in assenza di sviluppi.
Un altro nodo riguarda i circa 440 chili di uranio arricchito al 60% detenuti dall’Iran. Gli Stati Uniti chiedono il trasferimento del materiale, ritenuto vicino alla soglia per uso militare, ma Teheran rifiuta qualsiasi ipotesi di consegna.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano esclude ogni spostamento dell’uranio, mentre Trump rilancia con toni duri e non esclude nuove azioni militari. Il blocco navale resta in vigore e lo scenario resta altamente instabile.
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