Tumore alle vie biliari, operata a 88 anni per 9 ore a Cittadella

Rosa, 88 anni, è stata operata per un tumore alle vie biliari dopo la comparsa di ittero, salvata grazie a un intervento durato nove ore a Cittadella. La diagnosi era grave e il rischio altissimo vista l’età avanzata.

Cittadella
Tumore alle vie biliari, operata a 88 anni per 9 ore a Cittadella

Un intervento lungo e complesso ha permesso a Rosa, 88 anni, di tornare a casa dopo una diagnosi difficile. Ricoverata all’ospedale di Cittadella, la donna è stata sottoposta a un’operazione durata nove ore per rimuovere un tumore alle vie biliari, una procedura rara per pazienti di questa età.

I primi segnali erano comparsi con un evidente ingiallimento degli occhi e della pelle. Il figlio, medico, ha intuito subito la gravità e l’ha accompagnata per gli accertamenti. Gli esami hanno confermato la presenza di una neoplasia già estesa, che aveva colpito una parte significativa del fegato.

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Di fronte alla proposta chirurgica, Rosa ha espresso sorpresa e timore per i rischi legati all’età. Il caso è stato valutato con attenzione da un team multidisciplinare, che ha considerato ogni dettaglio prima di autorizzare l’intervento. La decisione è arrivata solo dopo aver verificato che tutte le condizioni cliniche lo consentissero.

L’operazione, guidata dal dottor Alfonso Giovanni Recordare, ha richiesto una pianificazione precisa e il coordinamento tra chirurghi, radiologi e anestesisti. Nei tumori delle vie biliari, soprattutto negli anziani, le difficoltà aumentano per la presenza di ittero e per la necessità di rimuovere porzioni importanti di fegato.

Secondo i medici, interventi di questo tipo su pazienti così anziani sono estremamente rari. L’équipe sottolinea come la complessità tecnica e i rischi post-operatori rendano ogni caso unico, con pochi precedenti simili nella pratica clinica internazionale.

Dopo venti giorni di ricovero, Rosa ha mostrato una ripresa superiore alle aspettative ed è stata dimessa. Prima di lasciare il reparto ha voluto ringraziare tutto il personale sanitario che l’ha seguita durante la degenza, ricordando il sostegno ricevuto in un momento così delicato.