Roma, arrestato Pernasetti ex Banda della Magliana coinvolto nel traffico di droga
Raffaele Pernasetti torna in carcere per traffico di droga dopo un’indagine a Roma partita dai suoi contatti con narcotrafficanti. L’ex Banda della Magliana, oggi 75enne, avrebbe gestito forniture di hashish e cocaina.
Raffaele Pernasetti, 75 anni, figura storica della Banda della Magliana, è stato arrestato a Roma insieme ad altre 12 persone nell’ambito di un’operazione contro il traffico di stupefacenti. Gli investigatori lo indicano come uno degli intermediari chiave nella rete di approvvigionamento di hashish e cocaina destinata a un gruppo attivo nella Capitale.
Le indagini si sono concentrate sui suoi contatti con un’organizzazione radicata a San Basilio, guidata da Rosario Morando, legato a una famiglia di ’ndrangheta di Platì. Monitorando gli spostamenti di Pernasetti, soprannominato “Er Palletta”, gli inquirenti sono arrivati a individuare un ristorante nel quartiere Testaccio, frequentato abitualmente dall’uomo e punto di riferimento per incontri e accordi.
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Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza del gip, il gruppo operava principalmente nel quartiere Trullo. A dirigere le attività sarebbe stato Manuel Severa, mentre Pernasetti avrebbe svolto il ruolo di broker, sfruttando relazioni consolidate nel tempo per garantire rifornimenti continui di droga. Gli viene attribuita la consegna di oltre dieci chili di hashish all’organizzazione.
Il passato criminale di Pernasetti affonda negli anni Settanta, quando entrò nei gruppi legati a Enrico De Pedis, detto Renatino. In breve tempo divenne uno dei suoi uomini fidati, partecipando alle attività della Banda della Magliana e contribuendo allo sviluppo dei canali di traffico di stupefacenti. In quel periodo il gruppo esercitava il controllo su diverse zone di Roma, tra cui Trastevere, Testaccio, Torpignattara e Centocelle.
La sua carriera criminale è segnata da numerose condanne. Nel 1998 fu coinvolto nel processo d’appello sulla Banda, anche sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Abbatino. In primo grado era stato condannato a più ergastoli per diversi omicidi, poi in parte ridimensionati nei successivi gradi di giudizio.
Una sentenza definitiva del 2002 lo ha riconosciuto colpevole di omicidio in concorso, oltre che di associazione per delinquere, reati legati agli stupefacenti e detenzione illegale di armi. In quell’occasione fu esclusa l’associazione mafiosa per l’intera Banda della Magliana e la pena fissata a 30 anni di carcere.
Dopo essersi consegnato nel 2002 al carcere di Prato, Pernasetti ha ottenuto nel 2011 la semilibertà dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze, grazie alla buona condotta. Ha iniziato così a lavorare durante il giorno proprio nel ristorante di Testaccio, all’epoca gestito dal fratello. La scarcerazione definitiva è arrivata nel giugno 2016, anche grazie all’indulto del 2006.