Colombia, via libera all'abbattimento degli ippopotami legati a Pablo Escobar
La Colombia autorizza l’abbattimento degli ippopotami discendenti di Pablo Escobar per fermarne la crescita e ridurre i rischi per villaggi e ambiente. Gli animali si sono moltiplicati nel fiume Magdalena, arrivando a centinaia di esemplari.
Il governo colombiano ha deciso di intervenire con un piano drastico per contenere la popolazione di ippopotami che vive allo stato brado nel centro del Paese. L’autorizzazione è arrivata lunedì 13 aprile e prevede l’abbattimento di decine di esemplari considerati pericolosi per le comunità locali e per gli equilibri naturali.
Gli animali discendono dai quattro ippopotami importati negli anni ’80 dal narcotrafficante Pablo Escobar, che li aveva inseriti nel suo zoo privato all’interno della Hacienda Napoles, nella valle del fiume Magdalena. Dopo la morte del boss e l’abbandono della tenuta, gli esemplari si sono riprodotti senza controllo fino a colonizzare vaste aree.
Secondo uno studio dell’Università Nazionale della Colombia, nel 2022 si contavano circa 170 ippopotami liberi. Negli ultimi anni gli avvistamenti si sono spinti sempre più lontano dal ranch originario, con gruppi segnalati a oltre 90 chilometri di distanza lungo il corso del fiume.
Il ministero dell’Ambiente, guidato da Irene Vélez, ha spiegato che le soluzioni alternative testate finora non hanno dato risultati soddisfacenti. Gli interventi di sterilizzazione si sono rivelati complessi e costosi, mentre il trasferimento degli animali in strutture protette richiede risorse difficili da sostenere su larga scala.
Le autorità segnalano che questi grandi mammiferi rappresentano un pericolo concreto per chi vive nelle zone rurali, tra fiumi e terreni agricoli. Inoltre sottraggono spazio e cibo alla fauna locale, alterando un ecosistema che non è adattato alla loro presenza.
Nonostante i rischi, gli ippopotami sono diventati anche una fonte di guadagno per alcune comunità, che organizzano escursioni per turisti e vendono oggetti a tema. La stessa Hacienda Napoles, confiscata dallo Stato e trasformata in parco turistico, continua ad attirare visitatori grazie alla presenza degli animali.
Le associazioni animaliste contestano il piano di abbattimento e chiedono soluzioni meno drastiche. Negli anni passati si è tentato di ridurre la popolazione con interventi mirati, ma i costi elevati e la difficoltà di catturare gli esemplari hanno limitato l’efficacia delle operazioni.
Un ulteriore ostacolo riguarda la possibilità di trasferire gli animali in Africa. La popolazione colombiana deriva da pochi esemplari originari e potrebbe presentare problemi genetici o sanitari, rendendo complesso un eventuale reinserimento nel loro habitat naturale.